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Storia in Breve
Anche se lo Special Air Service (SAS) operò
brillantemente durante la Seconda guerra mondiale, esso venne
successivamente sciolto, insieme con tutti gli altri reparti speciali.
Tre furono i motivi: il fatto che, secondo la dottrina ufficiale, la
funzione del SAS poteva essere devoluta ad altri corpi speciali quali,
ad esempio, i paracadutisti o i marines; l'innata antipatia per le
'forze armate private' e, per ultimo, la generale riduzione delle
spese.
Il SAS attuale, diretto discendente del SAS della 2° Guerra Mondiale,
costituto nel 1952, ha iniziato la sua carriera con una serie di
campagne contro i guerriglieri in paesi quali la Malesia, il Borneo e
Aden.
L'emergenza malese, comunque, dimostrò che esistevano certi compiti di
importanza vitale che solo unità come il SAS potevano svolgere e che
tali compiti richiedevano un tipo specialissimo di soldato, che come
singolo era reperibile in tutto l'Esercito britannico, ma, come
insieme di più individui speciali e in misura adeguata, in nessun
reggimento. Venne cosi ricostituito il SAS, con funzioni simili a
quelle affidategli nella Seconda guerra mondiale: esplorazione a largo
raggio, sabotaggio e azioni distruttive, compiute da pattuglie
costituite generalmente da quattro uomini. Così, benché impegnato in
una lotta antinsurrezione, con tutte le ovvie differenze fra questa e
la guerra convenzionale, il SAS era allora ancora ben lungi
dall'essere del tutto coinvolto in operazioni di lotta antirivolta, e
ancor più dal divenirne l'unità specializzata principale protagonista.
Il fatto che il SAS abbia poi conseguito tale ruolo lo si deve sia
all'iniziativa del reggimento stesso sia all'esigenza di un mondo che
stava drasticamente cambiando.
Gli anni tra la fine dell'emergenza malese (1960) e l'inizio della
campagna nel deserto di Radfan (1964) furono relativamente tranquilli
per il SAS, Sempre attento alla necessità di tenere i suoi uomini
attivi in qualche modo, il SAS li offerse come istruttori di 'guardie
del corpo': persone che il governo in carica poteva prestare a governi
amici (in genere del terzo mondo) per addestrare le loro squadre di
protezione personale. Inutile dire che in molti casi l'offerta fu
accettata con gratitudine e così il SAS, oltre insegnare, apprese
anche molto, comprese le tecniche di base per la liberazione di
ostaggi catturati da piccoli gruppi di fanatici.
I membri del SAS utilizzarono queste tecniche per conto proprio
durante le operazioni segrete di Aden, ma il vero trapasso dalla lotta
antinsurrezione a quella antirivolta avvenne nel 1972, l'anno delle
olimpiadi di Monaco e del massacro degli atleti di Israele. Le analisi
postoperative stabilirono che le forze di sicurezza tedesche avevano
compiuto alcuni errori, ma che non si poteva contestare loro alcun
addebito, perché non erano state addestrate ad affrontare fanatici
spietati, totalmente votati a una causa, bene addestrati in tutte le
tecniche del terrorismo. Impegnare la polizia o i reparti militari
regolari contro tale tipo di nemico è un po' come pretendere che un
'guidatore della domenica' corra con successo il gran premio di
Monaco. I tedeschi crearono le unità GSG9 (Grenzschutzgruppe, squadra
fucilieri di frontiera); i britannici ampliarono i compiti del SAS
alla lotta antisommossa ma concentrando l'addestramento sulle tecniche
di base per la 'liberazione'.
Nel maggio 1972, uomini del SAS si lanciarono con il paracadute in
mezzo all'Atlantico, per salire a bordo della Queen Elisabeth II alla
ricerca di una bomba.
Negli ultimi 25 anni il grosso della forza del SAS è stato impiegato
per combattere l'IRA, sia sul territorio britannico che in Irlanda del
Nord, ma è stato soltanto nel gennaio 1976 che il governo ha
annunciato pubblicamente l'utilizzazione di un intero squadrone nella
regione di confine del Sud Annagh.
Nel maggio 1987, il SAS ha ucciso otto operativi dell'IRA mentre
cercavano di entrare con la forza nella caserma RUC di Loughall,
usando una pala meccanica piena di esplosivo. Un anno dopo, soldati
del reggimento in abiti civili hanno ucciso altri tre terroristi
dell'IRA in uno scontro nella colonia britannica di Gibilterra, dopo
aver appreso da una soffiata che stavano andando a piazzare una grossa
autobomba.
Finalmente, il dirottamento di Mogadiscio (1980) fece capire ai
politici che la minaccia di rivolta poteva essere neutralizzata
efficacemente solo mediante l'impiego di unità che fossero più
efficienti ed eventualmente anche più spietate dei terroristi stessi.
Non fu una concezione nuova: gli israeliani affermavano da anni la
stessa cosa e per di più avevano dimostrato di essere nel vero.
Di conseguenza, il SAS costituì un reparto (nome in codice 'Pagoda')
specializzato nella lotta antisommossa. Fu anche costruito un edificio
per il combattimento a corpo a corpo dove i militari venivano istruiti
su come entrare in una stanza e colpire due volte ogni terrorista
nell'arco di secondi, evitando accuratamente di colpire gli ostaggi.
Ciò portò alla scelta delle armi. Gli uomini del SAS hanno il permesso
di scegliere le loro armi; le prove pratiche hanno ristretto la scelta
nel campo specifico a due pistole mitragliatrici: la Ingram MAC 11 da
9 mm e la Heckier und Koch MP5 da 9 mm. Entrambe hanno caricatori di
capacità quasi uguale (32 colpi la MAC 11 e 30 la MP5). Ma la MP5 si è
rivelata più robusta;
inoltre, la raffica sparata dalla MAC 11 tende ad allargarsi
aumentando così le probabilità di colpire anche persone contro le
quali non è diretta. È stata poi fatta un'ulteriore considerazione: i
rimbalzi; è inutile colpire un terrorista con un'unica pallottola se
poi quella pallottola può uscire e rimbalzare contro un muro e
uccidere o mutilare un ostaggio o una persona amica. Quella che
occorre è una pistola mitragliatrice che spari con precisione una
pallottola a bassa velocità (deformabile -JHP- per evitare il
rimbalzo), e a tale fine la MP5 si è dimostrata ideale.
Affettuosamente soprannominate 'Hochler', le MP5 del SAS sono dotate
di un caricatore semilunare destinato ad accogliere le cartucce
speciali senza pericolo di inceppamenti.
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