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S.A.S.
“Ogni
nostro uomo è addestrato ad altissimo livello, eppure non lo è mai in
modo veramente definitivo: c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. È
un uomo sicuro di sé che sa badare a se stesso. Sa esattamente che
cosa può pretendere dal suo corpo e perciò è sempre pronto all'azione
in ogni momento, senza dover sprecare energie nervose per caricarsi.
Soprattutto possiede uno spirito indipendente”.
Ecco il
ritratto che un ufficiale comandante del SAS ha fatto del soldato SAS,
cioè del tipo di soldato che presta servizio nell'unità diventata la
punta di diamante delle forze antiterroristiche britanniche e uno dei
più potenti deterrenti del moderno flagello dell'eversione armata.
"Altamente addestrato" è una parola d'ordine qui, poiché questi
soldati non si formano per magia, anche se, come ebbe a dire un
ufficiale del SAS, "La gente vuole sempre sapere che genere di pillola
speciale prendiamo, oppure quale tipo di equipaggiamento determina la
differenza". Tanto per cominciare l'equipaggiamento SAS, anche se tra
i migliori del suo genere, è semplicemente valido tanto quanto i
soldati che lo usano, e ovviamente non vi è alcuna pillola speciale in
grado di garantire poteri sovrumani. Le prestazioni dell'unità sono
dovute piuttosto a mesi e anni di addestramento ed esercitazioni
realistiche, sostenuti non da affascinanti James Bond, ma da soldati
professionisti provenienti dall'Esercito regolare britannico e dal
Reggimento della Royal Air Force. Non per niente il motto ufficiale
del reggimento dice: "Train hard, fight easy"
(Addestrati duramente, combatterai facilmente).
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Con
l'aumento delle attività terroristiche nell'ultimo ventennio, il
settore della Guerra Contro-Rivoluzionaria (CRW:
Counter-Revolutionary Warfare) del SAS si è ampliato e
sviluppato di pari passo, al punto che oggi è uno dei più
perfetti e completi organismi nella incessante lotta contro
l'eversione. Il SAS indica l'antiterrorismo con il termine
Progetti Speciali, il nome in codice sotto cui sono raggruppate
le tre aree generiche della CRW: Protezione dei VIP,
Sorveglianza e Recupero Ostaggi. I quattro squadroni del 22°
reggimento SAS operano a rotazione in diversi ruoli; di
conseguenza vi sono sempre soldati che seguono l'addestramento
all'antiterrorismo e squadre intente a conservare l'elevato
standard raggiunto.
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KILLING HOUSE
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Molte
esercitazioni antiterrorismo si svolgono nella Close Quarter Battle
House (CQBH) - nota anche come Killing House, la casa della morte -
un'area adatta a riprodurre qualsiasi diversa tipologia di interni,
per simulare ciò che può accadere quando un nucleo, formato da due o
quattro uomini, irrompe in un edificio, in un aeroplano o altro
scenario d'assedio. Per esempio, se l'esercitazione prevede la
liberazione di ostaggi da una casa di abitazione, nella stanza si
troveranno un apparecchio televisivo e dei quadri alle pareti.
Poiché la
velocità è di vitale importanza in qualsiasi operazione
antiterroristica, il SAS ha messo a punto una serie di esercitazioni
altamente sofisticate nella CQBH. In genere vengono impiegati due
nuclei, uno per effettuare l'attacco vero e proprio, e l'altro per
tenere sotto controllo il perimetro. Una volta penetrato all'interno
dell'obiettivo, il nucleo d'assalto si sposta da una stanza all'altra.
Ad ogni uomo è assegnato il proprio settore di fuoco - che non deve
interferire con quello di un altro - e viene addestrato a
neutralizzare il nemico istantaneamente con il cosiddetto "doppio
colpo" - due pallottole - oppure con raffiche di mitra indirizzate
alla testa. Ciò che si richiede è una reazione istintiva e così le
prove per la rapida sostituzione dei caricatori e un immediato
intervento in caso di inceppamento delle armi vengono ripetute fino
alla nausea in questo periodo di addestramento;
durante le sei settimane di corso nella Killing House ciascun soldato
spara non meno di 1500 cartucce.
Gli uomini
del SAS devono imparare a valutare con immediatezza qualsiasi
situazione ed essere in grado di distinguere a colpo d'occhio gli
amici dai nemici. Fino a poco tempo fa, durante le esercitazioni nella
Killing House, il SAS era solito irrompere nella stanza dove erano
rinchiusi gli "ostaggi" e i "terroristi" (dei quali, ovviamente, non
conosceva la posizione), e cercava di neutralizzare i "terroristi".
Agli inizi del corso, gli "ostaggi" e i "terroristi" erano
rappresentati da sagome a grandezza naturale. Ma a mano a mano che
l'addestramento diventava più realistico, la parte degli ostaggi
veniva ogni tanto svolta da persone reali - di norma soldati del SAS -
e i soccorritori usavano munizionamento vero. Esercitazioni del
genere, però, potevano finire tragicamente e la morte di un sergente
del SAS, che faceva la parte di un ostaggio, ha apportato radicali
cambiamenti nelle procedure all'interno della Killing House. Anche se
si verifica ancora lo scontro fra SAS e "terroristi" durante le
esercitazioni, gli antagonisti in realtà non si incontrano mai;
infatti non si trovano mai nella stessa stanza. II tutto si svolge per
mezzo di telecamere, con una squadra che riprende i terroristi e i
loro ostaggi in una stanza e trasmette in una seconda stanza queste
immagini che appaiono su uno schermo delle dimensioni di una parete. È
m questo ambiente - la cosiddetta Killing Room - che irrompe il SAS e
si scontra con i "terroristi". Nello stesso tempo un analogo sistema
di telecamere in questa stanza trasmette l'arrivo del SAS su un altro
schermo gigante sistemato di fronte ai "terroristi" nella prima
stanza. Per ciò che riguarda le due parti, il contatto viene stabilito
in questo modo e lo scontro a fuoco, normalmente della durata di 4
secondi, può avere inizio in condizioni molto realistiche, ma con
entrambe le parti che sparano a niente altro che a una proiezione
cinematografica del "nemico". Senza alcun reale scontro faccia a
faccia, i "terroristi" possono ora essere rappresentati da uomini
veri, anziché da manichini. Per ridurre ulteriormente il rischio di
ferimenti, in queste esercitazioni viene impiegato un nuovo tipo di
pallottole frangibili, che hanno una gittata molto limitata e si
frantumano all'impatto, limitando in questo modo il rischio di
rimbalzi.
Ma i primi
passi nell'addestramento antiterroristico si svolgono in aula, dove
soldati, sottufficiali e ufficiali del SAS acquisiscono informazioni
sui potenziali terroristi, da dove vengono, quali sono le loro
motivazioni, chi sono in termini di età, gruppi e classi sociali,
quali sono i loro probabili obiettivi, che lingua parlano, chi sono i
loro sostenitori, che tipo di armi è probabile impieghino e a quale
genere di addestramento sono stati sottoposti. Questo significa
veramente andare a conoscere il nemico in profondità, passo necessario
prima di qualunque azione,
Le squadre
del SAS e i loro componenti sono stati impegnati spesso all'estero in
quelle parti del mondo, come il Medio Oriente, dove il terrorismo è
stato più attivo negli ultimi anni. Hanno operato come guardie del
corpo e consiglieri, e hanno appreso molto sulle situazioni locali.
Hanno anche mantenuto buoni contatti con le forze di sicurezza del
luogo, e da queste possono quindi ricevere informazioni aggiornate che
altrimenti sarebbe impossibile ottenere.
Il primo
passo nell'addestramento antiterroristico è dunque rappresentato da
una dettagliata e metodica raccolta di informazioni, in modo che,
chiunque sia a sferrare un attacco, il SAS possa essere in grado di
prevedere con sufficiente precisione i punti deboli, i metodi di
approccio e le probabili armi che si troverà ad affrontare. La
raccolta di informazioni comprende anche una approfondita conoscenza
della località in cui dovrà svolgersi l'azione. A questo scopo, il
reggimento ha elaborato dei profili particolareggiati degli edifìci
ritenuti potenziali obiettivi e dispone di un sistema computerizzato
chiamato Spiesche, una volta ricevute le informazioni rilevanti, è m
grado di fornire la pianta dell'edifìcio interessato e le probabili
linee di fuoco.
II secondo
passo è quello di acquisire una familiarità completa con
l'equipaggiamento da usare. Ogni assedio è infatti diverso dall'altro,
ma l'armamentario
in dotazione alle moderne forze antiterrorismo tende a essere
sostanzialmente simile, e una gran parte di esso è stata sviluppata
dallo stesso SAS. Tra queste armi figurano un tipo di granata
assordante, il fucile mitragliatore Heckler e Koch MP5 e la pistola
Browning 9 mm High Power. Vi sono poi le attrezzature ausiliarie,
quali le corde per scalare gli edifici e l'esplosivo al plastico per
far saltare i vetri blindati delle finestre. Tutto questo armamentario
è fondamentale per il successo di un'operazione. Il minimo errore
nell'uso di uno qualsiasi dei suoi componenti può essere fatale.
C'è per i
SAS la difficoltà di dover operare con la tuta nera NBC (Nuclear,
Biological, Che-mical Warfare: Guerra Nucleare, Biologica,Chimica),
che gli uomini indossavano durante l'operazione all'ambasciata
iraniana a Princes Gate, e che assicura a chi
l'indossa protezione dal fumo e dalle fiamme. Questo indumento
protettivo ha però il difetto di limitare anche la visione di chi
l'indossa. Sparare, muoversi e agire con precisione indossando questo
tipo di equipaggiamento è molto difficile.
Gli uomini
del SAS hanno acquisito la padronanza del loro equipaggiamento
sviluppando una adeguata conoscenza del genere di persone contro cui
potrebbero essere impiegati;
oltre a
partecipare alle esercitazioni nella Killing House, prendono infatti
anche parte a una serie di scenari estremamente realistici e che
diventano via via più complessi. Una volta al mese viene effettuata
una esercitazione su un obiettivo tipico dei terroristi, talmente
realistica che arriva al punto di mantenere in attesa la polizia per
farla entrare in scena a conclusione dell'azione. Il SAS non ha alcun
dubbio sulla necessità di usare una forza minima, ed è anche
perfettamente consapevole delle più ampie implicazioni delle sue
attività. Gli uomini sono addestrati a conoscere le azioni nel loro
complesso, per mezzo di un addestramento specializzato che tiene conto
della continuità fra di esse, e a compierle meglio di qualsiasi altra
forza al mondo.
OP. MOGADISCIO
(1977)
ASSALTO
ALL'AMBASCIATA
ARMAMENTARIO
GIBILTERRA (1988)
STORIA IN BREVE
STRUTTURA
2° GUERRA
MONDIALE
INDICE SAS
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