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I contenuti del suddetto blog sono sconsigliati agli intellettualoidi chic di sinistra..
Tutti i post aggressivi nei riguardi di ambientalisti, comunisti e islamici vanno presi per quello che sono: buon senso europeo. Se non ti piacciono tornate a Cuba o in Iran, merdaccia.

Rabbit Show Jumping

Posted by Il Duca on 10 Dec 2007 | Tagged as: Chiacchere inutili, Conigli, Filmati, Sport

I conigli mi piacciono, non posso negarlo. Intendo fisicamente, è ovvio. Non c’è amore tra me e i conigli, ma solo sesso. TFR2ED.gif
Magari non tutti sanno che queste deliziose bestiole, da secoli intente a complottare per annientare l’umanità e prenderne il posto, sono i protagonisti di un entusiasmante sport di moda nei paesi nordici: il salto degli ostacoli.

Faster Bunny! Kill! Kill!

Rabbit Show Jumping è una competizione nella quale dei conigli domestici addestrati si affrontano in prove di corsa e salto su percorsi ad ostacoli. Questo genere di spettacolo è nato negli anni ‘70 in Svezia e si è diffuso nei paesi nordici grazie alla fama ottenuta in Gran Bretagna dopo essere apparso in That’s Life!. Ci sono più di cinquanta club dedicati a questo sport in Scandinavia.
Alcuni considerano questi spettacoli ridicoli (idioti!), ritenendoli una mera parodia delle più serie competizioni equestri. Le gare prevedono delle categorie per dividere i conigli grandi da quelli piccoli. Solitamente gli Angora non partecipano alle competizioni, dato che il pelo lungo ne ridurrebbe l’agilità e la capacità visiva.
Il record ufficiale di salto in alto è 995 mm e quello di salto in lungo 3000 mm.

Alcuni circoli anticoniglieschi sostengono che l’addestramento al salto potrebbe essere utilizzato dai conigli per aggredire le persone. Secondo i sostenitori di questa teoria i conigli potrebbero sfruttare il proprio aspetto grazioso per far chinare la vittima (Ohhh, che carino! Fatti accarezzare…), saltarle alla gola e sgozzarla.
Particolare preoccupazione venne mostrata da John Miller, l’ex capo spirituale del movimento anticonigliesco inglese (BAB, British Against Bunnies), quando si arrivò al record di 995 mm di balzo in alto. In un’intervista annunciò tutta la sua preoccupazione per una possibile invasione militare dei conigli in Inghilterra. In particolare accusò i club di Rabbit Show Jumping di non essere altro che campi di addestramento del nemico conigliesco e i loro membri di essere schiavi vendutisi al potere degli orecchilunghi.
Miller scomparve in circostanze misteriose pochi mesi dopo.

Campionati Danesi


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Putin: un grande uomo!

Posted by Il Duca on 06 Dec 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Corruzione, Filmati, Monarchia, Politica, Putin, Russia

Fonte: il Corriere della Sera del 2 Dicembre 2007.


MOSCA - Un trionfo annunciato. Ma subito contestato. Alle elezioni per il rinnovo della Duma, la camera bassa del parlamento russo, il partito del presidente Vladimir Putin ha vinto con il 64,1% dei voti (con lo spoglio delle schede al 98%). Russia Unita è seguita dal Partito comunista (Kprf) all’11,7% (fottuti bastardi rossi! NdDuca) e dai nazionalisti del partito Liberal-democratico (Ldpr) all’8,4% (uno schifo pure loro! NdDuca). L’altro partito dichiaratamente filo-Cremlino, Russia Giusta, resta in bilico sulla soglia di sbarramento, con l’8% delle preferenze. Dopo la maggioranza dei voti scrutinati, 4 partiti superano la soglia di sbarramento del 7%. In base a quanto riferito dall’agenzia Itar-Tass, che cita fonti della Commissione elettorale, il partito di Putin si è assicurato la maggioranza costituzionale di 315 seggi dei 450 seggi del nuovo Parlamento russo: è facile prevedere dunque che Russia Unita avrà mano libera per emendare la Costituzione. Secondo numerosi osservatori esterni e per diverse forze dell’opposizione le elezioni russe sono state però state caratterizzate da brogli. Duibbi arrivano dagli Usa, ma soprattutto da dall’Osce, che considera le elezioni sotto gli standard democratici (il che non è un male di per sé, rottinculo democratobalbettanti! NdDuca). Tanto che il partito comunista russo ha annunciato che non riconoscerà i risultati della consultazione (e allora andate affanculo, stronzi marxisti! NdDuca)

PUTIN POTRA’ CAMBIARE COSTITUZIONE - Con oltre 63% dei voti, Russia Unita avrà oltre 300 deputati, grazie anche alla distribuzione tra i partiti vincitori dei voti raccolti da quelli rimasti sotto lo sbarramento elettorale. Con i due terzi della Duma (la camera bassa del parlamento russo, che conta 450 seggi), Russia Unita potrà cambiare da sola anche la costituzione. Del resto il fatto che Putin partecipasse alle elezioni come capolista del partito al potere «Russia unita» - che deteneva 297 dei 450 seggi della Duma - rendeva questa consultazione un referendum pro o contro la politica di Putin e la sua persona.

ELETTO LUGOVOY - Tra i volti nuovi della Duma ci sarà anche Andrei Lugovoy, l’uomo che secondo Scotland Yard uccise l’ex agente russo Alexander Litvinenko il primo novembre del 2006 a Londra con una dose letale di Polonio 210. Lugovoy era il numero due della lista del partito Liberal democratico dell’ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky. Subito dopo aver saputo del risultato Lugovoy si è detto soddisfatto anticipando però che ancora non sa se sarà in grado di conciliare il suo lavoro di imprenditore con quello di deputato.

AFFLUENZA ELEVATA - La partecipazione al voto è stata molto alta: l’affluenza ha superato il 60% . Il dato è stato comunicato dalla Commissione elettorale centrale. Quando a Mosca, San Pietroburgo o Smolensk, gli elettori hanno cominciato ad affluire ai seggi, nell’est dell’immenso paese erano già stati aperti nove ore prima: il territorio della Federazione russa «occupa» infatti ben nove fusi orari. In tutto, 109 milioni di elettori.

I DUE RIVALI - Ha votato anche il rivale più quotato del presidente, il leader del Partito comunista russo (Kprf) Ghennadi Ziuganov, secondo il quale le elezioni odierne «non sono democratiche» (perché invece la Dittatura del Popolo lo era? NdDuca). Ziuganov ha parlato del voto «più complicato» nella storia del multipartitismo russo, e ha denunciato numerose violazioni della legge elettorale. Un terzo leader accreditato di sufficienti consensi per superare la soglia del 7% necessaria per entrare nella Duma, l’eccentrico Vladimir Zhirinovski, si è presentato al seggio interamente vestito di rosso: non per motivi ideologici, dato che l’ex ultranazionalista ha propagandato il «centrismo» e i partiti moderati come futura caratteristica del corso politico russo di questo secolo.

L’articolo prosegue con altri dettagli sulla scarsa democraticità della votazione russa.


Un po’ di info su Putin, l’uomo che presto si consacrerà novello Zar di tutte le Russie per guidare la sua gloriosa nazione, che sotto la sua guida ha vissuto un boom economico senza precedenti, verso il futuro senza timori di derive filocomuniste e ultranazionaliste.

Vladimir Vladimirovich Putin (nato il 7 Ottobre 1952) è l’attuale Presidente della Federazione Russa. E’ diventato ufficiosamente Presidente, succedendo a Boris Yeltsin, il 31 Dicembre 1999 e lo è diventato ufficialmente il 7 maggio 2000. Nel 2004 venne rieletto per un secondo e ultimo mandato, come prevede la costituzione russa, che scadrà nel 2008.

E’ nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) dove visse un’infanzia povera, trascorsa in una casa comunale. Il nonno paterno, Spiridon Putin, lavorò come cuoco in una dacia al servizio di Stalin e Lenin. La madre, Maria Ivanovna Putina (1911-1999), era un’operaia mentre il padre, Vladimir Spiridonovič Putin (1911-1999), all’inizio degli anni ‘30 fu sommergibilista nella marina militare russa. Durante la seconda guerra mondiale il padre fu arruolato dal NKVD (il precursore del KGB) in un gruppo di sabotatori. Due fratelli più anziani nacquero negli anni ‘30; uno morì nei primi mesi di vita; il secondo morì di difterite durante l’assedio di Leningrado.

Putin si è laureato in Diritto Internazionale alla Facoltà di legge dell’Università Statale di Leningrado nel 1975. Membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, venne arruolato alla fine degli studi nel KGB. Durante la carriera come membro e quindi dirigente dell’organizzazione segreta, durata dal 1975 al 1991, visse per cinque anni a Dresda, nella Repubblica Democratica Tedesca. Dopo il collasso della DDR Putin fu richiamato in Unione Sovietica e fece ritorno a Leningrado dove lavorò nella sezione Affari internazionali dell’Università Statale, sottoposto al vice-direttore Juri Molčanov dal giugno 1991. Nella sua nuova posizione, rinsaldò i rapporti con Anatolj Sobčak, l’allora sindaco di Leningrado. Sobčak aveva lavorato come assistente professore (non sono sicuro di questa traduzione NdDuca) durante gli anni di università di Putin e fu un suo relatore. Putin rassegnò le proprie dimissioni dai servizi di sicurezza il 20 agosto 1991 durante il fallito colpo di Stato, supportato dal KGB, contro Gorbačëv.

E qui finisce la sua carriera nel KGB e comincia quella politica che abbiamo potuto seguire negli ultimi 10 anni.
Trovate il resto dell’articolo originale qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Putin


Un bel Video su Putin

“Takogo kak Putin”
delle Poyushchie Vmeste

Testo tradotto in inglese

My boyfriend is in trouble once again:
Got in a fight, got drunk on something nasty
I’ve had enough and I chased him away
And now I want a man like Putin

One like Putin, full of strength
One like Putin, who won’t be a drunk
One like Putin, who wouldn’t hurt me
One like Putin, who won’t run away!

I’ve seen him on the news last night
He was telling us that the world has come to crossroads
With one like him, it’s easy to be home and out
And now I want a man like Putin

One like Putin, full of strength
One like Putin, who won’t be a drunk
One like Putin, who wouldn’t hurt me
One like Putin, who won’t run away!

Visto che vi è piaciuto molto vi aggiungo un videoclip extra TFR2ED.gif

Come si può non essere d’accordo con loro? TFR47.gif

 

Viva Putin! Viva Russia Unita!

 

Il Duca è con te, Putin!

 

Lunga Vita allo Zar!


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La battaglia contro la modernità distrugge il pianeta

Posted by Il Duca on 04 Dec 2007 | Tagged as: Ambientalismo, Articoli di giornale

Il futuro dell’ambiente è la scienza. Senza il progresso e la tecnologia non c’è difesa del pianeta: è solo un gridare al disastro.
Per Tullio Regge, fisico e matematico di fama mondiale, l’arma migliore, quella dell’ambientalismo «serio», è proprio la conoscenza scientifica, tanto odiata da molti ambientalisti.

C’è stato troppo catastrofismo fino ad oggi?
«C’è stato moltissimo catastrofismo acritico. Per anni non si è controllato che gli allarmi corrispondessero ai fatti».

Il pianeta è a rischio?
«L’ambiente va protetto, ma non serve agire in base a deformazioni ideologiche. Un ambientalismo serio si basa su conoscenze scientifiche e controlli accurati».

Uno dei temi più dibattuti è il clima. Qual è la via della scienza?
«Nel nostro paese i verdi hanno bloccato il nucleare. Ma è la soluzione per non bruciare i combustibili fossili. Da questo punto di vista, la Francia è il paese più pulito. Eppure gli ambientalisti italiani sono contrari al nucleare».

Altre soluzioni?
«Favorire lo sviluppo le fonti di energia solare. Da tre anni anch’io ho installato un boiler fotovoltaico nella mia casa in campagna: mi trovo benissimo».

E per lo sfruttamento delle risorse?
«Anche in questo caso, le energie alternative, come il nucleare e il solare sono un’ottima via per non dipendere più da gas e petrolio. È un passaggio che non deve avvenire in maniera precipitosa: bisogna far capire alla gente perché questa transizione è necessaria».

Alcune campagne estremiste, come quella per limitare l’uso della doccia o dello sciacquone, sono utili?
«Entro certi limiti possono servire, ma non credo che abbiano grande impatto a livello globale».

Un vero problema ambientale?
«La popolazione che esplode. È una questione a monte: perché, di fronte al bisogno di risorse, la gente non guarda più se quello che fa è pericoloso».

L’allarmismo più esagerato?
«Quello sugli Ogm. Il governo italiano dovrebbe togliere il divieto al più presto: è irragionevole dal punto di vista scientifico e dannoso a livello economico. La battaglia contro gli Ogm è il simbolo dell’incoerenza ambientalista».

Perché?
«Grazie agli Ogm si eliminano i pesticidi. La prima lotta ecologista, quella di Rachel Carson, è nata proprio contro i pesticidi e, oggi che esiste la soluzione, combattono anche quella. La realtà è che odiano la scienza e la tecnologia».

È possibile conciliare benessere e tutela dell’ambiente?
«Certo. Non dovremo tornare all’età della pietra. Gli Ogm e il nucleare sono un esempio concreto. Spesso le previsioni di disastro sono fatte solo per collezionare voti: tanto che poi si rifiuta anche il rimedio, perché arriva dalla scienza».

Un’incoerenza di fondo?
«Forse. O troppa coerenza nel raccontare frottole».

Info da Wikipedia
Tullio Regge (Torino, 11 luglio 1931) è un fisico e matematico italiano. Attualmente insegna teorie quantistiche della materia presso il Politecnico di Torino.
Tullio Regge si laurea in fisica a Torino nel 1952. Dal 1954 al 1956 è alla Rochester University dove consegue il PhD in fisica. Tra il 1958 e il 1959 è al Max Planck Institut di Monaco di Baviera, dove collabora con Heisenberg (Si, il geniale Heisenberg, non un lustrascarpe! NdDuca).

Nei primi anni 1960 definisce quello che è noto come Calcolo di Regge, una formulazione semplificata della relatività generale (Mica cazzi! NdDuca). Ottiene la cattedra di fisica teorica all’Università di Torino nel 1961. Negli anni ‘60 e ‘70 lavora negli Stati Uniti, prima alla Princeton University e poi all’Institute for Advanced Study. Diviene membro di questo istituto nel 1964, per ritornare definitivamente in Italia nel 1979. Negli anni Sessanta, in collaborazione con Wheeler dà importanti contributi allo studio della metrica di Schwarzchild che caratterizza il buco nero (Che non è quello del culo! NdDuca), e successivamente introduce il concetto di gravità discreta. Al suo nome è associata anche la teoria di Regge, una teoria delle interazioni forti alle alte energie.

Attualmente è membro dell‘Accademia dei XL e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha ricevuto il Dannie Heineman prize nel 1964, il premio Città di Como nel 1968, la Medaglia Einstein nel 1979, la Medaglia Cecil Powell Medal nel 1987 e la Medaglia Dirac nel 1996.

Regge è anche stato saggista e attivo in politica. Nel 1989, Regge viene eletto al Parlamento europeo. Collabora con il CICAP dal 1990, nel ruolo di “garante scientifico“, subentrando ad Edoardo Amaldi, scomparso l’anno prima.

Collabora stabilmente con la rivista italiana di divulgazione scientifica “Le Scienze“.

A chi preferite dare fiducia? A un genio della fisica o a un fes… o a Pecoraro Scanio?
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Fonte originale

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Stuprata in carcere da 20 uomini

Posted by Il Duca on 23 Nov 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Giustizia Ingiusta, Violenza sulle donne

Sottotitolo: una minorenne rinchiusa in una cella e violentata per un mese in cambio di cibo.

Che in Sud America fossero delle teste di cazzo è cosa nota, ma quanto fossero abili nel mostrarsi dementi come scimmie subumane è motivo di costante ilarità. In particolare mi riferisco alla giustificazione data dalla mitica polizia brasiliana per aver gettato una ragazzina in mezzo a una massa di carcerati in astinenza da sesso.
Il Brasile è scandalizzato, dicono, ma il vero scandalo è il Brasile in quanto tale: lui e il resto di nazioni delle banane che stanno assieme con lo sputo e lo spago.

Articolo tratto da Il Corriere della Sera.


BRASILIA - A quindici anni è stata rinchiusa in cella per più di un mese assieme ad oltre 20 uomini che l’hanno stuprata ripetutamente, costringendola a subire gli abusi in cambio di cibo. È scandalo in Brasile per una vicenda emersa in seguito alla denuncia dell’organizzazione umanitaria ‘Children and Adolescent Defense Center‘ (Cedeca). Un caso che ha scosso l’opinione pubblica, tanto che il governatore locale, Ana Julia Carepa, ha richiesto «punizioni esemplari» per i responsabili, annunciando l’apertura immediata di un’inchiesta

NESSUNA GIUSTIFICAZIONE - Una storia agghiacciante, stando alle ricostruzioni che sono emerse. La giovane sarebbe finita in carcere per un furto (anche se le accuse nei suoi confronti non sarebbero ancora del tutto chiare). La cosa certa è che il suo ingresso in una prigione dello stato di Parà si è tramutato da subito in un incubo peggiore di quanto potesse immaginare. «È stata stuprata dal primo giorno dai suoi compagni di cella che avevano da 20 a 34 anni», racconta il Cedeca. La giovane era stata arrestata nella capitale di Parà, Abaetetuba, il 21 ottobre, ed era finita in guardina fino a quando qualcuno non ha informato con una soffiata la stampa. La polizia, secondo il legale dell’adolescente, non ha saputo indicare per quale caso di furto fosse stata imprigionata e si è difesa affermando che non si erano accorti che fosse minorenne. «Ma questa non è una giustificazione. Se avesse avuto 15, 20, 50, 80 o 100 anni non doveva essere rinchiusa con altri uomini», ha dichiarato il governatore.

PRECEDENTI - I media brasiliani riferiscono però che non si tratta del primo caso del genere: in precedenza una ragazza di 23 anni era stata sbattuta in un altro carcere dello stesso Stato per un mese, stavolta con 70 uomini.


Simpatici i poliziotti della repubblica delle banane. tie.bmp
Non per fare il puntiglioso, ma perfino nelle carceri spagnole del XVII secolo (che erano fogne indegne) non si mischiavano uomini e donne. Questi cazzoni dopo aver perso la buona guida dei loro padroni europei non sono stati nemmeno in grado di mantenere gli stessi standard di rispetto umano che aveva la Spagna al tempo dell’Inquisizione.

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Santoro istiga alla violenza?

Posted by Il Duca on 17 Nov 2007 | Tagged as: Chiacchere inutili, Demagogia, Politica, Sinistra

La Confederazione sindacale autonoma di polizia, in una nota, ha chiesto alla Rai la registrazione della trasmissione della puntata Anno Zero andata in onda l’altra sera, per «analizzare se esistono le condizioni per denunciare ai sensi del codice penale, la vergognosa istigazione a colpire il poliziotto inscenata senza contraddittorio dal conduttore salernitano e dai suoi ospiti». La puntata di ieri Anno Zero era dedicata alle vicende del G8 di Genova con una copertina sull’omicidio di Gabriele Sandri. Giorgio Innocenzi, segretario della Consap, rende noto che i legali del sindacato «stanno circoscrivendo fattispecie di reato riconducibili all’art. 414 del codice penale riguardo ai delitti contro l’ordine pubblico: i toni e le accuse contenuto nel dibattito televisivo infatti hanno chiari connotati di messa in discussione del ruolo super partes delle forze dell’ordine».


Peccato che non abbia visto la puntata, ma la cosa non mi stupisce: le precedenti puntate di Anno Zero, che avevo seguito, erano un’accozzaglia di notizie-non-verificate (le cosiddette stronzate: ovvero affermazioni che non si possono facilmente smentire in quanto NON esistono: chi sa qualcosa di Debunking ha capito di cosa sto parlando), mezze verità e menzogne, il tutto condito da una faziosità estrema.
In pratica fa a gara con me, questo signore. roll

Solo un allocco che non sappia nulla di propaganda e di oratoria (basta aver letto Cicerone o Schopenhauer per individuarne le bassezze) può ritenere Anno Zero un programma affidabile. Non che ci sia molto altro di meglio, però… TFR4F.gif

I mezzi di comunicazione sia pubblici che privati fanno schifo.
Poi chi vuole sognarci dietro la cospirazione del terribile Signore del Male Berlusconi “padrone dei mezzi di comunicazione” e bla bla bla (anche quando lo schifo viene da emittenti che con lui non c’entrano niente), faccia pure: fare la figura dei coglioni non è un reato, ma una persona dotata di un’intelligenza rispettabile si preoccuperebbe invece di Murdoch
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Sano Razzismo: “300 (Messicani)”

Posted by Il Duca on 09 Nov 2007 | Tagged as: Filmati, Immigrazione, Razzismo, Umorismo

Si, è proprio come lo immaginavo io… TFR29D.gif


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Bava Beccaris Santo Subito!

Posted by Il Duca on 06 Nov 2007 | Tagged as: Militare, Monarchia, Pensieri Sconnessi, Politica

Fiorenzo Bava Beccaris (Fossano, marzo 1831 – Roma, 8 aprile 1924) è stato un generale italiano, noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898.

Dopo aver partecipato alla guerra di Crimea e alle guerre d’indipendenza del 1859 e del 1866, (ottenendo il 6 dicembre 1866 il Cavalierato dell’Ordine Militare d’Italia ) divenne direttore generale d’artiglieria e genio al Ministero della Guerra, e tenne il comando del VII e del III Corpo d’armata.

Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi - passati alla storia come la “Protesta dello stomaco” - il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d’assedio e il generale, in qualità di regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage. In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione, Bava-Beccaris ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato. Fu collocato a riposo nel 1902. Negli ultimi anni di vita, ormai stanco ed ammalato, aderì al movimento interventista (che professava la partecipazione dell’Italia nella prima guerra mondiale) e sostenne nel 1922 la necessità di affidare importanti incarichi governativi a Benito Mussolini.

Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l’offesa della decorazione a Bava-Beccaris.

 

“Il feroce monarchico Bava”
Canto popolare divenuto celebre tra i socialisti di primo Novecento

Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.

Furon mille i caduti innocenti
sotto il fuoco degli armati caini
e al furor dei soldati assassini
“Morte ai vili”, la plebe gridò.

Deh, non rider, sabauda marmaglia:
se il fucile ha domato i ribelli,
se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
sul tuo capo quel sangue cadrà.

La panciuta caterva dei ladri,
dopo avervi ogni bene usurpato,
la lor sete ha di sangue saziato
in quel giorno nefasto e feral.

Su, piangete mestissime madri,
quando oscura discende la sera,
per i figli gettati in galera,
per gli uccisi dal piombo fatal.

 

E’ il mio Idolo, un Grande Uomo!
BAVA BECCARIS SANTO SUBITO!

L’Italia sotto Assedio voluta dalla Sinistra

Posted by Il Duca on 04 Nov 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Immigrazione, Politica, Razzismo, Riflessioni, Sinistra

Articolo di dedicato alla vita nella periferia di Roma di Massimo Malpica.


Italia sotto assedio creata dagli stronzi di sinistra

Tredici chilometri dal centro della Capitale, almeno mille dal «modello Roma» del sindaco Walter Veltroni. Sulle mattonelle del parcheggio del supermercato Lidl di Torre Angela il sole ha seccato le macchie di sangue, ricordo della «spedizione punitiva» di venerdì sera: una decina di italiani all’assalto dei romeni che qui fanno la spesa e, spesso, bivaccano bevendo birra da 39 centesimi a lattina sul muretto di cinta. Dove qualcuno ha scritto con lo spray «Non passa lo straniero».
Mario, 32 anni, disoccupato, non si fa illusioni. «I problemi qui sono tanti, a cominciare dalla sicurezza: le volanti si vedono solo oggi, c’è voluto quel casino per farle apparire, e durerà poco. Vorremmo interventi strutturali, ma l’unico “regalo” del Campidoglio è stato Leo Di Caprio a Tor Bella Monaca, qui dietro, l’anno scorso. Si combatte così il degrado?». L’intolleranza, in questa periferia dimenticata, si scatena con spranghe e catene un giorno dopo la morte di Giovanna Reggiani. Ma non è detto che ci sia l’orrore di quel delitto dietro questa reazione ancestrale. «Ci sono stati due stupri a Tor Vergata», ipotizza Salvatore De Santis, imprenditore edile: «Qui anche tra gli italiani non sono solo gentiluomini, se pesti i piedi alle persone sbagliate paghi caro». Poi c’è la paura, che consuma goccia a goccia la tolleranza di chi vive in una Roma molto diversa da quella della propaganda, che fa i conti ogni giorno con droga, criminalità, disoccupazione. E che colma la misura quando anche uscire di casa ti spaventa. «Abitiamo a dieci metri dal Lidl - dice Alessio - e mia moglie non può arrivarci senza che decine di ubriachi la coprano con pesanti apprezzamenti. Ha paura persino a stare sul terrazzo dopo le sette». Così molti a parole condannano il blitz, ma poi lo giustificano. «Tor di Quinto è la scintilla, ma è da un anno che qui la gente ha paura di camminare per strada. La violenza non è una risposta, ma se l’ansia è troppa reagisci», spiega Domenico, caricando la spesa nell’auto. Non bisogna allontanarsi troppo per trovare chi si è «stufato». Arriva una macchina romena. È Giovanni, tornato a vivere a Bucarest dopo 19 anni. Spiega che in Italia la percezione verso i suoi connazionali è cambiata in peggio. Conferma immediata: un ragazzo si avvicina a brutto muso. «A ’mbriaco, vattene», gli sibila. Si chiama Angelo, ha 36 anni, un bar a San Lorenzo e una rabbia sorda in corpo: «Hanno fatto bene a dargli una lezione». Claudio e Grazia non sono d’accordo, ma la loro pazienza è agli sgoccioli. «Nostra figlia va al lavoro in centro - raccontano - in metropolitana. Ma chi ha il cuore di mandarla sola all’Anagnina? È troppo pericoloso. La accompagnamo a turno. Fino ai binari, e lì l’andiamo a riprendere. Si può andare avanti così nel 2007? Ricordandole di togliersi le catenine e di non scoprire l’ombelico quando esce di casa, vivere col coprifuoco?».
«Sfottono le ragazze, le tastano, le spaventano. Una volta te la tieni, la seconda scatti. E cresce l’intolleranza», spiega Gianluca, 32 anni, circondato da ragazzini che giocano al «piccolo xenofobo». «Attenti, il clima di paura e la cronaca nera targata Romania sono un mix pericoloso. Nell’assenza di istituzioni è facile rispondere alla mancanza di sicurezza con il razzismo», spiega Danilo, militante della «Destra». La convivenza che non funziona più è anche al «mercato delle braccia», dove i romeni aspettano il lavoro. Gabriel mostra i lividi al costato. «Mi hanno pestato tre ragazzi, gridandomi “romeno di merda”. Le colpe di uno le paghiamo tutti».




Grazie alle politiche di immigrazione incontrollata, priva di integrazione, voluta dalla feccia decerebrata (e cavalcata dai demagoghi di sinistra che per un voto vendono il culo della madre agli asini), i cittadini italiani si trovano sempre più privi di protezione: la polizia non può fare un cazzo, la magistratura appena può aiuta i criminali, le leggi o non ci sono o non si applicano e nel mezzo ci finiscono i cittadini che pagano le tasse e in cambio non ricevono nemmeno il diritto di vivere in pace nel proprio quartiere.
Grazie ai ricconi di sinistra, feccia immanicata coi sindacati sempre pronti a sfruttare gli operai, legulei grassi di denaro e di privilegi estorti al popolo, intellettuali bastardi che parlano di diritti, eguaglianza e tante stronzate, ma poi non si sognano nemmeno di scendere nelle periferie per vedere cosa hanno generato la loro dialettica del cazzo.
I poveracci che guadagnano uno stipendio normale e vivono in periferia si trovano invasi da feccia criminale di ogni genere. E i poliziotti? A parte sentirsi umiliati perché non possono fare nulla e, anche quando provano, i magistrati liberano tutti, cosa devono fare?

Il popolo viene oppresso dalla criminalità solo per permettere a qualche figlio di puttana radical-chic di sinistra di sentirsi “uno che accoglie tutti gli immigrati”.
Francia e Germania cacciano immigrati a pedate ogni due per tre, peché loro in casa loro NON li vogliono i criminali. E noi? Abbiamo le stesse direttive europee da seguire, ma grazie alla merda di sinistra ce ne fottiamo e facciamo entrare tutti, inclusa gente che nessun altro paese europeo farebbe entrare.
E sapete chi cazzo d’altro ci va di mezzo, oltre ai cittadini italiani?

Lo prendono in culo i bravi immigrati, quelli che vengono per lavorare, integrarsi e pagare le tasse.
Loro lo prendono in culo: ogni immigrato criminale che entra in Italia per saccheggiare le nostre città è un insulto a tutti i bravi immigrati che vogliono vivere come italiani e fare il bene del paese.

Adesso che il popolo inizia a non tollerare più la situazione e risponde come è suo diritto con la violenza, la sinistra inizia ad avere paura. Ma come? La sinistra, se non è formata da incredibili teste di cazzo (come invece pare che sia), ha qualcosa come due secoli di esempi per sapere che un simile clima può generare solo ondate di odio xenofobe.
Dato che la sinistra ha tanto sapientemente alimentato il calderone xenofobo ci si aspetta che lo volesse… invece no! Le teste di cazzo, i bastardi indegni di vivere come Prodi e Veltroni e altri figli di troia ora corrono a frignare che “temono ondate di odio razziale”. Cosa cazzo pensavate sarebbe successo, coglioni comunisti?

Chi vuole davvero aiutare gli immigrati onesti deve sostenere una linea durissima di selezione che permetta di cacciare a mano libera chiunque non sia più che un cittadino modello. Ogni immigrato criminale danneggia la causa degli immigrati onesti.

Chi è di sinistra deve decidere:
vuole davvero aiutare gli immigrati
o è solo un pallone pieno di scoregge e demagogia?

Il Problema più grosso di Prodi: i dissidenti a turno.

Posted by Il Duca on 27 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Politica, Sinistra

L’articolo di cui consiglio la lettura oggi è quello di Luca Telese dedicato ai tanti piccoli gruppi di senatori che a turno fanno mancare il loro voto a Prodi su una gran quantità di questioni. Avendo una maggioranza risicatissima al Senato, gli bastano tre dissidenti per far fallire una votazione, ma come può accontentare tutti quando i singoli partiti della coalizione vogliono cose tra loro inconciliabili? Non può. Punto.
E lo sa lui, come lo sapete voi. cansaooo.bmp


Una maggioranza pericolante, rende gli alleati pericolosi. E così Romano Prodi, adesso si ritrova il «nemico» in casa, nell’emiciclo del Senato. Solo che non è uno solo, ma una galassia di gruppuscoli che si differenziano a turno, secondo il meccanismo della «defezione a rotazione».
Per esempio: «Da oggi ho le mani libere!», afferma con una dose di carattere e spavalderia Lamberto Dini, leader di un drappello di senatori, «i liberaldemocratici» raccolti intorno a lui. Che poi sono tre. Come tre sono i mastelliani. Come tre sono quelli della Svp. E come tre sono i senatori che seguono Willer Bordon (Roberto Manzione e l’ex pidicino Fernando Rossi). Non sempre sono gli stessi tre che mancano, ma in ogni voto al Senato, ormai, ne manca almeno un gruppo di tre, e per il Professore non è certo una bella cosa. Sono accadute anche cose fantastiche, come la meravigliosa trovata mastelliana di abbandonare i lavori. Un giorno Clemente è entrato in Aula dicendo ai giornalisti: «Ce ne andiamo, il gruppo se ne va». Poi però ha detto a uno degli altri due udeurrini: «Tu resta in Aula a controllare la situazione». Così, mentre lui e Nuccio Cusumano uscivano, il senatore Barbato non si muoveva. Solo Mastella, poteva conquistare titoli come «Il gruppo dell’Udeur lascia l’Aula» (amplificato dai quotidiani e dalle agenzie con un danno di immagine aggiuntivo) semplicemente andandosi a prendere un caffè con un collega. pausacaffe.gif
Ma in realtà, è proprio questo meccanismo di defezione a rotazione che ha messo in crisi il sistema difensivo dell’Unione a Palazzo Madama, le prostate di ferro, il pugno duro con cui Anna Finocchiaro ha limitato al massimo le defezioni. Anche perché poi, ai terzetti dissidenti, si aggiungono anche «gli uno» che mancano ogni tanto: una volta manca Giulio Andreotti (e l’altra invece c’è), un’altra volta non c’è l’ex Rifondatore Fosco Giannini (giovedì rischiava di abbandonare i lavori per protesta contro un servizio sulla rivoluzione d’Ottobre del Tg2!), una volta può mancare uno dei senatori a vita, prima o poi mancherà Franca Rame, che da mesi esterna il suo crescente disagio e pre-annuncia le sue dimissioni dal Senato.
La defezione a rotazione, insomma, è un meccanismo che permette agli ulivisti antiprodiani di riposarsi a turno. Sulla Rai sono venuti meno i consensi di Bordon e Manzione, sullo stretto di Messina si sono tirati indietro i dipietristi… La variazione dei soggetti che si sganciano rende ovviamente più difficile il controllo. Ed è proprio questa «balcanizzazione» della maggioranza, a Palazzo Madama, che costringe Prodi a diradare il suo potere di condizionamento, fino al paradosso: nello stesso momento in cui lancia il suo ultimatum a reti unificate, annuncia contestualmente che non metterà la fiducia. Il risultato? Paradossale. Giovedì scorso, prima dell’ultimatum gli era mancata la maggioranza tre volte (più una alla Camera!). Dopo l’ultimatum, nella nottata di votazioni è venuta meno altre tre. E poi, se ogni microgruppo dissidente apre anche un solo fronte di trattativa, ci sono cinque fronti da tenere contemporaneamente.
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Il giorno del voto di fiducia sulla Rai, per esempio, dopo che in un pomeriggio il Senato fu costretto a votare ben 21 distinti ordini del giorno, il governo fu obbligato a ritirare il proprio (perché non avrebbe avuto i numeri). Per provare a mascherare la ritirata, il sottosegretario diessino gettato in campo nel momento più difficile provò a usare una meravigliosa finzione dialettica: il governo si considerava soddisfatto per l’approvazione degli ordini del giorno di Bordon (ma come, se fino a un minuto prima erano in dissenso dalla maggioranza!). Pippe.gif
Insomma, grande è il disordine sotto il cielo, e adesso inizia a subentrare persino una certa dose di sfiducia. Anche perché, a furia di strappi, i liberaldemocratici sono finiti fuori controllo. «Con la nascita del Pd - spiega Dini - si è creata una situazione nuova. Io - osserva Dini - sono stato eletto nelle liste della Margherita, che ora non c’è più». E dunque il collo di bottiglia arriva con la manovra. «Questa - aggiunge l’ex premier - è una Finanziaria che scontenta molta gente. È una manovra che non riduce la spesa e non riduce la pressione fiscale».


Viva la stabilità del Governo. Viva le coalizioni costruite non su un progetto comune, ma su mille progetti diversi e inconciliabili, uniti tutti assieme SOLO per sconfiggere il “Nemico” (il Grande Satana Berlusconi).
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La Parola a Di Pietro su “Why Not” e una riflessione

Posted by Il Duca on 25 Oct 2007 | Tagged as: Corruzione, Filmati, Magistratura, Politica, Riflessioni, Sinistra

Lascio la parola a Di Pietro, riportando l’articolo sul suo blog e il video informativo.


L’informazione in Italia è funzionale al mantenimento dei poteri costituiti.
Questa affermazione può apparire scontata, in particolare se detta da me e dall’Italia dei Valori che ci battiamo da tempo per un’informazione libera.
I media hanno strumentalizzato la mia richiesta di restituire a De Magistris l’inchiesta Why Not trasformandola in una contrapposizione tra me e il ministro della Giustizia. La contrapposizione è invece tra il Paese e questa classe politica che non vuole farsi giudicare.
Sul trasferimento di De Magistris, tranne rare eccezioni, sono d’accordo tutti, nel centro sinistra e nel centro destra.
Se l’inchiesta di De Magistris avesse riguardato cittadini comuni e non dei politici ci sarebbero stati la richiesta di trasferimento di De Magistris, la continua fuga di notizie e la loro pubblicazione sui giornali, l’avocatura e, infine, il trasferimento degli atti dell’inchiesta alla procura di Roma? La risposta non può che essere negativa.

Why Not coinvolge in prima persona il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia in una vicenda legata all’erogazione di miliardi di euro di fondi europei in Calabria. De Magistris deve andare fino in fondo o il Governo sarà, di fatto, delegittimato.


Non amo Di Pietro, in particolare per la sua fiducia eccessiva nella Magistratura, e anche se non sarà una cima di intelletto o di coraggio o di capacità politica, lo ritengo una persona volenterosa e onesta, che è più di quanto si possa dire di tante persone.

La Magistratura è formata, data l’assenza di una scuola specifica che la addestri (basta una laurea e vincere un concorso per essere magistrato), da un’accozzaglia di incompetenti se non di corrotti, chiusi in una Casta che “giudica e protegge sé stessa. E penso di saperne qualcosa, dato che ho parenti ufficiali nell’esercito e nell’arma dei Carabinieri che hanno lavorato e lavorano al fianco di questi soggetti, rilevando continuamente la totale mancanza di buon senso, se non l’indecente ignoranza delle procedure di polizia e delle leggi stesse.

Io in prima persona sono stato vittima della malafede e della stupidità della magistratura della mia città, che per pigrizia (il magistrato mi aveva rinviato a giudizio SENZA conoscere il caso) mi ha fatto sborsare 500 euro d’avvocato (per ora: ricordate che nelle cause con lo Stato le spese NON vengono rimborsate! Solo tra comuni cittadini che sbaglia paga per entrambi). Ho detto senza conoscere il caso perché è proprio così: un mio parente, ufficiale dell’Arma, è andato ad affrontare a faccia a faccia il suddetto magistrato (che ha tentato pure una fuga fingendo di parlare al cellulare spento quando gli è stato annunciato che un ufficiale dei carabinieri voleva parlargli) e da lui stesso ha scoperto che questi nemmeno sapeva di cosa parlasse il mio caso, nato da un errore di valutazione di alcuni anni prima di un altro magistrato poco avvezzo al funzionamento del web. Gli stessi uomini della Digos con cui avevo parlato all’epoca, che non avevano trovato nulla di disdicevole durante la perquisizione, avevano confermato che non solo non sussisteva a parer loro alcun reato da parte mia, ma addirittura il mio voler risolvere il malinteso iniziale addirittura togliendo le pagine internet “non illegali, ma di cattivo gusto” era un segno di sicura buona volontà (come scrissero nel verbale della perquisizione).

I Magistrati sono persone senza istruzione specifica nel loro lavoro, che operano solo perché “laureati” e perché “hanno vinto un concorso”. Affidereste un’armata a un tenente che non ha fatto la Scuola di Guerra, ma solo l’Accademia e gli studi specialistici (che, appunto, forniscono una “laurea”), e non ha lavorato mai nello Stato Maggiore? Affidereste la costruzione di un grattacielo a un architetto neo-laureato, privo di competenze specifiche e di gavetta? No.

E allora perché affidare il destino dei cittadini, l’ascia crudele della legge, in mano a questa gente?

Benvenuto sul nuovo Carraronan.org

Posted by Il Duca on 15 Oct 2007

Benvenuto nel nuovo sito di Carraronan, Il Duca.
Se sei un utente di vecchia data ti ricordo che il vecchio sito in html e' ancora disponibile all'indirizzo http://www.carraronan.org/index.htm, ma non verra' piu' aggiornato ne' curato in alcun modo. E' un sito morto tenuto online solo per motivi storici.
Il nuovo sito e' questo, interamente in Wordpress, con comodi Feed RSS per abbonarsi alle ultime novita'!

Buon Divertimento!