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I Lagunari
Se prendiamo un dizionario e sotto la lettera A cerchiamo la parola
"Anfibio" troviamo una definizione di questo genere: "ANFIBIO, Agg, -
chi può vivere od operare indifferentemente sulla terra e nell’acqua".
Questa definizione calza a pennello al corpo dei Lagunari, specialità
anfibia dell’Esercito Italiano.
La tradizione fa risalire le origini di questa specialità ai Fanti da
Mar della Repubblica Veneta. Le prime notizie di questo corpo
risalgono alla metà del XVI secolo quando, la Serenissima Repubblica
di Venezia, formò una milizia di fanteria leggera adatta ad essere
imbarcata sulle sue navi da guerra, Queste truppe, impegnate per
azioni da sbarco o per combattere sulle navi durante gli abbordaggi,
erano normalmente riunite in un reggimento avente una forza di circa
1.000 uomini e suddiviso in compagnie di circa 100 Fanti da Mar. Il
contingente, in caso di guerra veniva elevato a 5.000 o
eccezionalmente a 10.000 uomini.Il più importante impiego dei Fanti da
Mar avvenne il 7 ottobre 1571, quando la flotta Veneziana, unitamente
a navi Toscane, Genovesi e Spagnole, sconfisse,
nelle acque di Lepanto, la potente flotta Turca, salvando così
l’Europa e la cristianità.
Quando non erano imbarcati, i Fanti da Mar, erano acquartierati nel
Palazzo dei Soldati, caserma edificata al Lido nel 1591. Quest’edificio,
oggi caserma Guglielmo Pepe, divenne un simbolo per i Lagunari che vi
risiedettero fino ai nostri giorni.
Quando, nei primi anni del dopoguerra, venne ricostituito l’Esercito
Italiano si pensò alla creazione di un raggruppamento misto Esercito –
Marina, denominato Settore Forze Lagunari.
Nasceva così, il 15 gennaio 1951, il primo nucleo di quello che
sarebbe divenuto in seguito il corpo anfibio dell’Esercito destinato a
presidiare il delicato settore delle lagune e il litorale dell’alto
Adriatico.
In un primo tempo venne predisposta solamente l’istituzione di un
nucleo comando con il compito di presiedere alla graduale costituzione
del Settore. Il comando venne assunto dal Contrammiraglio Giorgio Ghe
che fu coadiuvato da un colonnello quale Capo di Stato Maggiore.
Del Nucleo Comando facevano inoltre parte:
Il Sottocapo di Stato Maggiore, capitano di fregata o di corvetta.
Il Capo Ufficio Operazioni, maggiore dell’esercito.
Il Capo Ufficio Servizi, ufficiale superiore dell’esercito.
Dei detti uffici facevano altresì parte ufficiali dell’Esercito, della
Marina ed un ufficiale dell’Aeronautica.
Il 1° luglio il nucleo comando assunse la denominazione di Comando
Settore Forze Lagunari, e venne altresì posto alle sue dipendenze un
plotone comando per assicurarne la funzionalità con personale
dell’Esercito, mentre per la manutenzione del nucleo motoscafi veloci
e motobarche venne adoperato personale di Marina.
Alla stessa data ebbe inizio anche la graduale costituzione di un
battaglione costiero lagunare che, il 30 agosto 1951, assunse il nome
da Battaglione Costiero Lagunare Marghera che venne dislocato in due
sedi: il Comando Battaglione, una Compagnia anfibia e il plotone
natanti alla Caserma Pepe del Lido, la Compagnia autoportata alla
Caserma Mater di Mestre.
L’assegnazione dei materiali, l’armamento e i mezzi era specifica
competenza dell’Esercito, mentre alla Marina spettava l’assegnazione
dei natanti via via che essi si rendevano disponibili.
Tale battaglione, posto sotto il comando di un Tenente Colonnello
dell’Esercito e con un Capitano di Corvetta quale vice comandante, era
così costituito:Compagnia Comando su un plotone comando per i
collegamenti ed i servizi, con personale dell’Esercito e un plotone
natanti, dotato di motobarche, per i trasporti logistici con personale
di Marina Compagnia autoportata con personale e mezzi dell’Esercito.
Compagnia Anfibia, sotto il comando di un Tenente di Vascello e con un
Tenente dell’Esercito come vice comandante, con personale di Marina.
Reparto Lagunare di Appoggio con personale e mezzi della Marina (una
nave cannoniera lagunare e una nave lanciarazzi lagunare). Per
indisponibilità di tale naviglio finì per assumere la fisionomia di
una compagnia di accompagnamento su un plotone mitraglieri ed un
plotone cannoni controcarro con personale e armi dell’Esercito.
Iniziava anche l’addestramento: quello terrestre della compagnia
anfibia era svolto adattando le norme tattiche dell’epoca al
particolare ambiente lagunare, mentre il marinaresco era accentrato
presso il nucleo mezzi navali comprendente tutti i natanti del
settore. Sia la compagnia anfibia sia il reparto lagunare di appoggio
erano dotate di mezzi da sbarco del tipo a portellone anteriore
abbattibile denominati: Moto Trasporto Medio (M.T.P.) e Moto Trasporto
Piccolo (M.T.P.).
Il 15 ottobre 1951 il Battaglione San Marco, già alle dipendenze della
Divisione di Fanteria Folgore, venne a far parte del Settore Forze
Lagunari.Il Battaglione San Marco, a differenza dei battaglioni
costieri lagunari, aveva la fisionomia di un battaglione di fanteria
costituito però quasi integralmente
da personale della Marina.
Tale battaglione, posto sotto il comando di un Capitano di Fregata con
un Maggiore dell’Esercito come vice comandante, era articolato
in:Compagnia Comando con personale e mezzi della Marina.
Due Compagnie Fucilieri, sotto il comando di un Tenente di Vascello e
con un Tenente dell’Esercito per vice comandante, con personale della
Marina. Compagnia armi di accompagnamento al comando di un Capitano
dell’Esercito con personale e mezzi della Marina.
Nell’autunno i reparti Lagunari vennero chiamati a concorrere alle
operazioni di soccorso nel Polesine colpito da un’inondazione causata
dalla spaccatura degli argini del Po. Questi reparti rimasero
impiegati in quest’operazione dal 16 novembre al 10 dicembre. I
Lagunari operarono con i loro mezzi anche di notte e in condizioni
difficili e spesso al limite dell’affidabilità degli stessi, nel
salvataggio e sgombero delle zone allagate di persone e materiali,
distribuzione viveri e ricognizioni.
Per queste operazioni di soccorso il personale impiegato ricevette
diversi encomi ed una menzione particolare nella lettera che il Capo
dello Stato aveva indirizzato al Ministro della Difesa.
Il 1° settembre 1952 venne costituito il Battaglione Costiero Lagunare
Piave, con struttura organica uguale a quella del Battaglione Costiero
Lagunare Marghera e posto anch’esso alle dipendenze del Comando
Settore Forze Lagunari.
Nel 1953, a partire dal 1° gennaio, il Settore Forze Lagunari
passarono unitamente ad altri reparti, alle dipendenze del 5° Corpo
d’Armata con il compito di difesa costiera a protezione del fianco
destro della Grande Unità.
Sempre nel 1953, un’aliquota del Settore Forze Lagunari venne
impiegata, assieme ad altre forze, nel Friuli, nell'operazione
"Esigenza T", con la quale l’Esercito Italiano si schierò lungo la
frontiera italo – jugoslava dopo l’aggravarsi dei rapporti con Tito
per la questione di Trieste. L’Esercito
Italiano era pronto a difendere i propri confini e ad entrare nel
Territorio Libero di Trieste, occupando la città, se l’esercito
jugoslavo avesse fatto altrettanto.
Il San Marco, schierato a sud di Ronchi dei Legionari, aveva posto il
comando di battaglione presso il municipio di Staranzano. Le compagnie
con gli automezzi e i cingolati "bren – mortar" e "bren – carrier"
acquartierati nelle aziende agricole della zona. Nella base di Marano
Lagunare erano parcheggiati i mezzi anfibi pronti a spostarsi in caso
di necessità sulla spiaggia tra Punta Sdobba e
Bocca di Primero ad imbarcare gli uomini ed i mezzi per puntare su
Trieste.
Tutto questo non avvenne e la soluzione delle controversie sul
Territorio Libero di Trieste venne risolta politicamente e non con
l’uso delle armi.
Il 1° gennaio 1954, allo scopo di assicurare una migliore
manovrabilità dei mezzi navali, da sbarco e da trasporto che, come si
è detto, erano in organico al plotone comando del Comando Settore ed
ai battaglioni costieri lagunari, venne costituito il Gruppo Mezzi
Navali da Sbarco.
Su tali basi il Settore Forze Lagunari, pur essendo in condizioni di
assolvere ai compiti di difesa costiera, presentava, tuttavia, una
fisionomia strutturale più idonea a sviluppare operazioni offensive,
stando alle caratteristiche dei mezzi da sbarco di cui disponeva.
In data 1° marzo 1956, a seguito dei congiunti accordi tra lo Stato
Maggiore dell’Esercito e lo Stato Maggiore della Marina, il Comando
Settore Forze Lagunari venne affidato ad un Colonnello dell’Esercito.
Il Battaglione San Marco, il 1° luglio 1957, assunse la nuova
denominazione di Battaglione Isonzo; i quadri furono forniti tutti
dall’Esercito mentre la truppa continuava ad essere tratta dalla leva
di mare e, all’atto dell’incorporazione, veniva trasferita a tutti gli
effetti nei ruoli dell’Esercito.
Con l’assegnazione dei primi carri cingolati anfibi LVT MK4 ed a
seguito di esperienze e studi, vennero formulate proposte per una
revisione strutturale del Settore Forze Lagunari più rispondente
all’indirizzo operativo che s’intendeva attribuire al Settore stesso
in relazione alle possibilità dei nuovi mezzi.
Il carro cingolato anfibio LVT MK4, infatti, era un carro di circa 14
ton. che aveva valide prestazioni, per quei tempi, sia in terra che
per via d’acqua consentendo ai reparti di condurre proficuamente
azioni nel particolare ambiente lagunare caratterizzato da acquitrini,
fitte canalizzazioni, corsi d’acqua, dune e spiagge.
In seguito all’attuazione del nuovo ordinamento, il 1° settembre 1957,
il Settore Forze Lagunari assunse la denominazione di Raggruppamento
Lagunare e contemporaneamente i Battaglioni Costieri Lagunari Marghera
e Piave assunsero rispettivamente la denominazione di Battaglione
Anfibio Marghera e Battaglione Anfibio Piave.Anche il Battaglione
Isonzo assunse una nuova fisionomia strutturale con l’inserimento di
un reparto anfibio.
Ciascun battaglione anfibio disponeva in proprio di un congruo numero
di mezzi LVT MK4 che li consentiva di iniziare, condurre e portare a
termine un combattimento anfibio sia in funzione di difesa sia, se
opportunamente completato dei necessari mezzi di trasporto navale, di
effettuare vere e proprie operazioni anfibie offensive.
Il 1° maggio 1958 venne costituito il Reparto Lagunare di Appoggio
dotato di mezzi corazzati, con l’inserimento di un’aliquota di carri
armati.
Il 25 ottobre 1959, in Piazza San Marco a Venezia, al Raggruppamento
Lagunare, venne consegnata in forma solenne la Bandiera di Guerra.
Il 24 maggio 1964 venne costituito il Reggimento Lagunari Serenissima
composto dal Comando di Reggimento, una Compagnia Comando
reggimentale, una Compagnia Trasporti reggimentale, una Compagnia
Trasmissioni reggimentale, con sede alla Caserma Guglielmo Pepe e di
una Compagnia Trasporti Anfibi con sede all’isola di S. Andrea ed un
distaccamento a Cà Vio; i Battaglioni Anfibi Marghera, Piave ed Isonzo
con sede rispettivamente a Malcontenta, Mestre e Villa Vicentina.
Il 25 ottobre il Reparto Lagunare d’Appoggio veniva trasformato in
Compagnia Carri e trasferito da Cà Vio a San Vito al Tagliamento, per
diventare parte integrante del XXII Battaglione Carri ricostituito a
Mestre il 24 maggio con il nome di "Serenissima" e trasferito a San
Vito il 12 ottobre. Esso era equipaggiato dapprima con carri Sherman e
M 24 e successivamente con carri M47.
Il XXII Battaglione Carri Serenissima, che rappresentava il necessario
elemento di manovra nell’ambito del Reggimento Lagunari, era comandato
da un Tenente Colonnello ed articolato su quattro compagnie:Una
Compagnia Comando e Servizi strutturata su un plotone esploratori e
tre
plotoni trasporti. Tre Compagnie Carri di tre plotoni ciascuna.
In dotazione al battaglione c’erano 52 carri armati da combattimento.
Così configurato il Reggimento Lagunari Serenissima rappresentava la
specialità anfibia della Fanteria Italiana cui era affidata la difesa
del delicato settore delle lagune, dove la terra par che si confonda
col mare.Articolato in più battaglioni diversamente ordinati ed aventi
ciascun compiti
specifici, dotato di adeguato armamento, il Reggimento Lagunari
Serenissima costituiva, in effetti, una piccola Grande Unità.
Il 21 ottobre veniva creato a Cà Vio il Distaccamento Temporaneo
Plotone Mezzi Anfibi e quella base assumeva la denominazione Compagnia
Reggimentale – Distaccamento Temporaneo Plotone Mezzi Anfibi Cà Vio.
Il 29 settembre 1966 veniva concesso al Reggimento lo Stemma Araldico
con il motto: "Come lo scoglio infrango, come l’onda travolgo". Questo
motto racchiude le mansioni che il Reggimento era chiamato a svolgere:
difesa costiera e operazioni anfibie offensive. I compiti dei Lagunari
erano per tanto di carattere sia prettamente difensivo sia offensivo a
breve raggio, con lo scopo di indebolire il nemico per favorire e
agevolare l’azione dei reparti terrestri.
Nel primo caso i Lagunari avevano l’incarico di controllare e
difendere le aree costiere, opponendosi ad operazioni avversarie siano
esse portate dalle unità maggiori o da nuclei avio o elisbarcati o da
forze anfibie. L'azione difensiva poteva essere attuata anche mediante
colpi di mano portati nelle retrovie nemiche.
Il mese di novembre 1966 vedeva il verificarsi di disastrose
alluvioni.
L’impiego dei Reparti inviati in soccorso era, come sempre, notevole e
tale da far meritare numerosi riconoscimenti.
Negli anni ’70 le vicende della crisi economica e le scarse
disponibilità finanziarie avevano imposto misure di emergenza per
scongiurare l’ulteriore decadimento delle già precarie capacità
operative delle Unità. Si è così proceduto, nel 1975, a una profonda
ristrutturazione dell’organismo militare,
operando una riduzione di circa un terzo delle Unità.
Anche il Reggimento Lagunari Serenissima veniva ristrutturato
profondamente.
Il 15 luglio 1975 veniva costituita la Compagnia Reclute presso il
Battaglione Anfibio Piave; il 1° settembre il Battaglione Anfibio
Marghera, già contratto a "Quadri" veniva soppresso, il 19 ottobre
venivano soppressi il Comando Reggimento, la Compagnia Comando e
Servizi e la Compagnia Trasmissioni, il 20 ottobre venivano costituiti
nella Caserma Pepe il Comando Truppe Anfibie e nella Caserma Mater di
Mestre il 1° Battaglione Lagunari Serenissima per cambio di
denominazione del Battaglione Anfibio Piave, nella stessa data i
Battaglioni Anfibio Isonzo e XXII Carri passarono alle dipendenze
della Brigata Meccanizzata Gorizia assumendo, rispettivamente, la
denominazione di 41° Battaglione Meccanizzato Modena e XXII
Battaglione Carri Piccinini.
Da questa ristrutturazione, il 20 ottobre 1975, nascevano le Truppe
Anfibie che assumevano la seguente struttura:
1° Battaglione Lagunari Serenissima.
Battaglione Mezzi Anfibi Sile, poi Battaglione Sile.
Compagnia Lagunari Truppe Anfibie.
Venivano create due Unità d’impiego a livello Battaglione: la prima
erede della Bandiera e delle tradizioni del disciolto Reggimento, la
seconda destinata ad accentrare in un unico Reparto tutti i mezzi
(natanti, anfibi, battelli, gommoni pneumatici) in dotazione alla
Specialità e in grado di trarre gli effettivi necessari per la loro
operatività da un proprio serbatoio costituito dalla Compagnia
Reclute, destinata a addestrare il personale di leva.
L’ordinamento del 1° Battaglione Serenissima era identico a quello dei
battaglioni meccanizzato dell’Esercito Italiano. Il reparto si
articolava su una Compagnia Comando e Servizi di cui faceva parte il
plotone controcarro, di tre Compagnie Meccanizzate e una Compagnia
Mortai. La differenza consisteva nel tipo di attività addestrativa in
funzione del particolare compito assegnato. Gli uomini di questo
battaglione venivano preparati ad affrontare un combattimento sia come
meccanizzati che come reparti anfibi e reparti eliportati. I mezzi in
dotazione erano i consueti M 113 sia in versione trasporto truppa, sia
di quella porta mortaio denominati M 106. L’armamento individuale era
quello consueto dell’Esercito di quegli anni con i fucili FAL BM 59 e
FAL TA e
mitragliatrici MG 42/59.
Il Battaglione Sile era un reparto completamente diverso da qualsiasi
reparto dell’Esercito Italiano. Era il reparto incaricato di fornire
il supporto dei mezzi anfibi ai Lagunari del Serenissima. Il Sile
forniva esclusivamente gli equipaggi dei natanti e non la forza
combattente.
Questo Battaglione aveva in dotazione i cingolati anfibi LVTP 7 capaci
di raggiungere in acqua i 13 Km/h grazie alla spinta di due idrogetti,
l’armamento consiste in una mitragliatrice M – 85 Sprigfield calibro
12,7 mm.
Il 25 ottobre dello stesso anno la Bandiera di Guerra del disciolto
Reggimento fu ceduta al 1° Battaglione Lagunari Serenissima nella
Caserma Bafile a Malcontenta di Mira.
Va notato come il Comando Truppe Anfibie, oltre ad occuparsi
dell’unità sotto il profilo addestrativo, operativo e logistico,
coincideva anche con il comando d’arma della specialità e, quindi, si
occupava dell’evoluzione delle tattiche connesse con l’impiego dei
lagunari e delle proposte per i nuovi materiali d’acquistare.
Come abbiamo già accennato, le Truppe Anfibie avevano il compito di
operare sul fianco destro del dispositivo difensivo destinato a
fronteggiare un’eventuale minaccia sul confine nord – orientale della
penisola, la così detta "soglia di Gorizia". Analizzando il tipo di
terreno che s’incontra lungo la costa che dalle foci del Po porta fino
a Monfalcone, si può notare come esso consista in una sequenza di
lagune e di zone attraversate da un fitto sistema di canali
navigabili, che presenterebbe notevoli ostacoli all’azione tattica di
unità dotate dei mezzi normalmente in distribuzione all’esercito di
campagna. Al problema mezzi si aggiunge il problema umano. All’occhio
dell’estraneo la laguna
può sembrare una distesa d’acqua dove la difficoltà principale può
essere al massimo quella dell’orientamento visivo; in pratica, i
giochi delle maree mutano di continuo la fisionomia delle lagune
facendo apparire e scomparire banchi sabbiosi, denominati barene, che
insidiano la navigazione e fanno smarrire l’orientamento a chi non
conosce a menadito le varie zone. Ecco quindi la necessità di avere un
reparto speciale, dotato di mezzi particolari e di uomini nati nelle
zona, in grado di muoversi con facilità sfruttando l’ambiente come
moltiplicatore di forza nei confronti di un nemico inevitabilmente
meno preparato ad affrontare le diverse insidie.
Nel 1976 ancora una volta i Lagunari furono impegnati in interventi a
favore delle popolazioni colpite da calamità naturali.
Dal 31 maggio al 30 giugno, in occasione del terremoto che aveva
colpito il Friuli, i Lagunari furono presenti ad Artegna con uomini e
mezzi distinguendosi nell’assistenza logistica con la costruzione di
cinque campi di raccolta.
Dal 1° all’8 novembre, in occasione dell’alluvione che aveva colpito
alcune zone del Polesine, uomini e mezzi de 1° Battaglione Lagunari
Serenissima furono impegnati nel controllo e riparazione degli argini
del Po.
Il 10 ottobre, nel corso di una toccante cerimonia, il Battaglione
Sile ricevette la Bandiera di Guerra.
Il 1980 vedeva il 1° Battaglione Lagunari Serenissima intervenire, dal
12 dicembre al 4 febbraio successivo, in occasione del terremoto dell’Irpinia,
ricevendo per il suo operato un encomio e tre attestati di
benemerenza.
Nel 1983 il 1° Battaglione Lagunari Serenissima, grazie ai requisiti
di efficienza e professionalità acquisiti, veniva designato dallo
Stato Maggiore dell’Esercito come "riserva" in Italia delle truppe
inviate in Libano.
Il 25 giugno 1984, con decreto del Ministro della Difesa, i Lagunari
venivano riconosciuti come Specialità dell’Arma di Fanteria
dell’Esercito Italiano.
Il 26 agosto, con decreto dell’Ordinario Militare, San Marco veniva
dichiarato Patrono delle Truppe Anfibie e della Specialità.
Il 31 ottobre 1986 le Truppe Anfibie venivano poste alle dipendenze
del 5° Corpo d’Armata.
Il 5 ottobre 1992, a seguito di un’ulteriore ristrutturazione, le
Truppe Anfibie venivano sciolte e veniva ricostituito il Reggimento
Lagunari Serenissima, sia pure a effettivi ridotti.
Il 4 ottobre 1992 venivano soppressi i1 1° Battaglione Lagunari
Serenissima e il Battaglione Anfibio Sile. Nella stessa data vennero
costituiti la Compagnia Mezzi Nautici e il Reggimento Lagunari
Serenissima che aveva alle dipendenze il 1° Battaglione Lagunari,
dislocato nella Caserma Bafile di Malcontenta, la Compagnia Reclute
ubicata nella Caserma Pepe di Venezia Lido e la Compagnia
Mezzi Nautici per trasformazione del precedente Battaglione Sile,
sempre sull’isola di Sant’Andrea.
A partire dal 1992, a riprova dell’alta professionalità che
caratterizza il Reggimento, esso fu impiegato in attività d’ordine
pubblico e inviato in Sardegna nell’ambito dell’operazione "Forza
Paris" e successivamente, ogni anno dal 1993 al 1997, in Sicilia nelle
zone di Palermo, Piazza Armerina, Sciacca e Catania nell’ambito
dell’operazione "Vespri Siciliani".
I radicali avvenimenti intervenuti sullo scenario internazionale negli
ultimi anni hanno comportato un mutamento dei compiti e degli
ordinamenti assegnati alle Forze Armate.
La caduta del muro di Berlino, lo smembramento della ex Jugoslavia
hanno fatto si che le Unità impiegate a presidiare il confine nord –
orientale potessero essere impiegate altrimenti.
In tale quadro, l’Esercito Italiano ha iniziato un processo di
trasformazione di tutte le sue componenti (operativa, territoriale,
addestrativa e logistica) in piena aderenza alle funzioni individuate
del nuovo Modello di Difesa. In particolare, tali funzioni possono
essere così riepilogate:
Presenza e sorveglianza sul territorio nazionale.
Difesa degli interessi esterni e contributo alla sicurezza
internazionale.
Difesa integrata degli spazi nazionali e dell’Alleanza.
Per far fronte a tali nuove esigenze, l’Esercito ha ripartito le sue
forze in specifiche categorie:
Per la Difesa del Territorio (Alimentate prioritariamente con
personale di leva impiegabili per soddisfare le esigenze di presenza e
di sorveglianza).
Di Proiezione (Alimentate da personale volontario VSP – VFB e
addestrate per le operazioni di supporto alla pace).
Di Reazione (Alimentate prioritariamente con personale su base
volontaria VSP – VFB e addestrate per la salvaguardia della difesa in
ambito NATO).
Il Reggimento Lagunari Serenissima, a partire dal 22 novembre 1997, è
entrato a far parte del Comando delle Forze di Proiezione con sede in
Milano; Comando che inquadra anche altre Unità (Brigata Paracadutisti
Folgore, Brigata Aviotrasportata Friuli e la Brigata Meccanizzata
Garibaldi), che costituiscono i pacchetti di proiezione destinati
all’impiego in zone particolarmente a rischio
fuori del Paese.
I Lagunari, sulla base dell’addestramento effettuato, dei vettori di
trasporto e dei materiali peculiari sono in grado di operare sia in
veste meccanizzata sia come unità anfibia, idonei ad assolvere compiti
connessi con l’esecuzione di operazioni anfibie di diversa tipologia
in scenari di supporto alla pace e di combattimento convenzionale.
Per preparasi a tali impieghi, in zone spesso diverse dalle solite
sedi addestrative, il Reggimento ha iniziato a svolgere esercitazioni
in cooperazione con corpi di altre nazioni in luoghi come il deserto
del Shara affrontando situazioni che vanno al di fuori
dell’appellativo di anfibio.
Questo ha fatto si che equipaggiamenti e materiali hanno dovuto essere
rinnovati per poterli adeguare alle diverse esigenze che si possono
presentare negli eventuali scenari in qui il Reggimento può essere
chiamato a operare. Tute mimetiche che vanno da quelle per lo scenario
europeo, in dotazione a tutti i corpi dell’Esercito Italiano, a quelle
adatte in territorio desertico come quelle bianche da usufruire su
terreni in nevati. Sono stati inseriti alcuni mezzi nuovi nel parco
macchie, dei gipponi trasporto truppe adatti a muoversi su questi
terreni. L’armamento individuale è stato pure modernizzato con
l’inserimento del fucile d'assalto Beretta AR 70.
Al fine di rendere immediatamente disponibili forze idonee
all’assolvimento dei nuovi compiti, sono incominciati ad arrivare al
Reggimento i primi VSP (Volontari Servizio Prolungato) che
costituiscono la parte più qualificante del "Pacchetto di Proiezione".
L’impiego dei Lagunari, prima solo con gli ufficiali e sottufficiali
in veste di osservatori e successivamente a ranghi completi in
operazioni fuori area per il supporto della pace (Libano, Bosnia,
Albania e Kossovo) hanno dimostrato l’alto grado di addestramento e la
facilità di adattamento dei reparti alle varie problematiche che sono
chiamati a risolvere.
In conclusione, grandi trasformazioni funzionali e strutturali hanno
interessato il Reggimento Lagunari Serenissima negli ultimi tempi.
Infatti, con l’arrivo della componente volontaria, irrinunciabile per
assumere un ruolo attivo nel contesto di operazioni multinazionali, è
necessario perseguire, ancora più che nel passato, un addestramento
capillare, continuo, progressivo e realistico, sfruttando tutte le
opportunità offerte dalle esercitazioni nazionali e internazionali, ma
anche dalle attività giornaliere svolte presso le sedi del Reggimento.
Autore:
FABIO SORINI (lo staff di carraronan.org ringrazia)
Bibliografia:
"Dai Fanti da Mar ai Lagunari" – Comando Raggruppamento Lagunare –
Venezia 1961
"I Lagunari, dalle origini ai giorni nostri" – Fabio Sorini – Trieste
1989
"Venezia e le Truppe Anfibie – I Lagunari si raccontano" – Rosario
Mangione – Venezia 1991
"Al grido di San Marco" – Antonio Assenza – Trieste 1998
"I Corpi Anfibi dell’Esercito Italiano" – Fabio Sorini – Libro in
stesura e di prossima uscita.
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