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Come riconoscere gli ingegneri

Premessa

Attorno a noi, confusi tra la gente comune, vive una curiosa categoria d'individui: gli ingegneri.
E' assolutamente fondamentale per chiunque essere informato sui loro insoliti modelli di comportamento. Coloro poi che desiderassero entrarvi in contatto, devono essere adeguatamente preparati ed istruiti, onde capirne il bizzarro modo d'agire.
Sei del tutto certo di saper riconoscere un ingegnere? No?
Ecco dunque per te un breviario per individuare e capire gli ingegneri che vivono attorno a te.

Linguaggio tecnico

Un ingegnere non riesce a staccarsi dal linguaggio tecnico tipico della sua professione, neppure quando è tra persone di educazione totalmente non tecnica. Per questa ragione, appena apre bocca egli risulta facilmente individuabile. Fatelo parlare per pochi minuti ed egli, per quanto abilmente mimetizzato, finirà per tradirsi!
Attenzione! Il suo modo di esprimersi, oltre che essere sgradito a taluni, rappresenta anche fonte d'incomprensione per i più.
Come corollario a questo concetto, va detto che coloro che intendono vivere a stretto contatto con un ingegnere devono mettere in conto la necessità di un breve periodo di "training", per imparare a capirne le espressioni più ricorrenti.
Di seguito riportiamo alcuni casi significativi, che non sono però esaustivi del colorito linguaggio degli ingegneri.
Al momento di sedersi per la cena in una lunga tavolata, non li sentirai dire: "scusa, per favore, puoi spostarti nel posto accanto?", ma "ti spiacerebbe shiftare di uno step?". Una persona normale direbbe: "non conosco abbastanza extracomunitari per poterli giudicare …" mentre un ingegnere: "in merito agli extracomunitari, il mio campione statistico non è sufficientemente vasto per esprimere un giudizio con un grado di incertezza accettabilmente basso…". O ancora, quando si guida un'automobile, durante una brusca frenata si può sentir dire che "le ruote hanno slittato", ma un ingegnere dirà che "il coefficiente d'attrito pneumatico-asfalto è risultato insufficiente a produrre una decelerazione adeguata". Un ingegnere non litiga con la moglie, bensì ha avuto "un conflitto nel protocollo di comunicazione".
Una persona che esita prima di parlare ha un "tempo d'accesso agli strumenti vocali dilatato", mentre una che balbetta ha "un sistema di ridondanza lessicale poco perfezionato"…
Da questi esempi si può dedurre come il linguaggio degli ingegneri, così articolato e complesso, risulti anche molto dispendioso, il che è in un certo senso assurdo, essendo costoro ossessionati dall'ottimizzazione di tutti i momenti della loro vita.

Sfatiamo subito un mito: non è affatto vero che gli ingegneri non si rendano conto del loro parlare strano, o che non siano in grado di esprimersi in un italiano "normale". Il fatto è che essi trovano il loro modo di dissertare estremamente brillante e divertente, e quando sono in branco sono persino soliti sfidarsi in gare il cui scopo è la ricerca delle espressioni tecniche più complesse per esprimere i concetti più banali. A dimostrazione di ciò, non è raro vederli ridere sguaiatamente, per la sola ragione che uno di loro ha appena definito "unità riproduttiva in versione deluxe" una bella ragazza trovatasi a passare nelle loro vicinanze.

A quest'ultima regola fanno eccezione gli ingegneri che vengono assegnati ad incarichi dirigenziali o commerciali, e finiscono col crearsi una pseudo-lingua ibrida tra l'inglese e l'italiano, incomprensibile al resto della popolazione civile, fatta di banali italianizzazioni di parole inglesi. Li sentirai perciò dire di essere "confidenti" di poter risolvere il problema (anzicché "fiduciosi"), che l'argomento è dal tutto "triviale" (invece che "banale"), che la sfida non è "affordabile" (al posto di "sostenibile"), che l'incarico è "mandatorio" (al posto di "obbligatorio"), che bisogna "deletare" la "schedula" (cancellare la lista delle scadenze) e contattare i "contrattori" (contraenti), e così via...

Comunicazione visiva

Riguardo al modo di esprimersi, quello che caratterizza veramente gli ingegneri ed i tecnici dal resto della popolazione è la totale impossibilità a formulare un qualsiasi concetto senza tracciare grafici e diagrammi o scrivere formule. Anche in altri settori, come tra gli economisti, i grafici sono considerati importanti, è vero, ma più come aiuto per rafforzare il concetto ed esporlo in una forma più vivida ed espressiva. Per gli ingegneri non è così: semplicemente essi non possono fare a meno di pensare per formule e grafici, e tentano in ogni modo di comunicare i loro pensieri allo stesso modo in cui nascono nella loro mente contorta.
Per questo molto spesso, quando carta e penna non sono disponibili, li vedrai argomentare gesticolando freneticamente, tracciando assi cartesiani nell'aria ed indicando con le dita punti fittizi nel vuoto, nel disperato tentativo di sopperire alla mancanza dei loro strumenti d'espressione primari. E a nulla giova far loro notare che il galateo impone un certo contegno quando si è seduti a tavola: ben presto li potrai vedere mentre incidono righe sul tovagliolo servendosi del coltello, o approfittano del purè per modellare un complesso grafico tridimensionale.
Ebbene sì, senza carta e penna gli ingegneri si vedono perduti, menomati, abitanti di un paese di cui non conoscono la lingua.
Una volta ho fatto bonariamente notare le sue gesticolazioni ad un collega e costui si è giustificato dicendo: "per forza, la voce è seriale, la vista è parallela. Si possono trasmettere molti più concetti e in meno tempo con il canale visivo in quanto questo ha un'efficienza ed una capacità di canale molto superiori!". Argomentazione ineccepibile, non fosse che, riconducendoci al paragrafo dedicato al linguaggio tecnico, ben pochi avrebbero capito cosa stava dicendo!

Bisogno d'analisi

Gli ingegneri sono abituati a tracciare modelli matematici della realtà: ogni problema si può ridurre ad una serie di fatti concatenati, le cui relazioni si possono esprimere con formule. La soluzione è sempre riconducibile, secondo loro, alla soluzione di equazioni.
Per questa ragione li scoprirai spesso intenti in complicatissime elucubrazioni su quale modello matematico meglio si possa applicare ad un determinato fenomeno, sia esso un urto tra automobili o il litigio tra due fidanzati.
Mi è capitato spesso di dibattere coi colleghi su argomenti quali la quantità di calore dissipata da un maratoneta per combustione chimica e per attrito, la vera ragione per cui la forma di alcuni cristalli e di molte strutture biologiche sia di tipo frattale, se la memoria RAM di una smart card con i bit ad 1 pesi di più o di meno di una con i bit a 0, in base a ragioni quantomeccaniche e relativistiche, persino se la differenza d'età tra i coniugi si possa mettere in correlazione matematica con l'area geografica o con il tipo di cultura religiosa.
Questo modo di pensare è spesso fonte d'incomprensioni con il resto della popolazione: che ogni persona sia semplicemente una complessa formula matematica è una verità così limpida per un ingegnere che egli non si rende neppure conto, affermandolo, di urtare la suscettibilità di qualcuno.
Quando sentono ricondotti il loro mondo e loro stessi ad un modello matematico, le persone tendono a reagire disgustate e scandalizzate nei confronti dei poveri ingegneri, o semplicemente con distacco e compassione. Per contro gli ingegneri risponderanno candidamente: "ma scusa, non capisco la tua reazione! Sto solo tentando di dare una risposta razionale ad un problema!", incapaci come sono di accorgersi di aver sollevato una delicata questione etica.

La schematizzazione e la semplificazione

Da quanto detto in precedenza, appare evidente come ogni ingegnere senta un bisogno irrefrenabile per la schematizzazione e la semplificazione. Il mondo è di gran lunga più complicato di quanto qualunque modello matematico sarà mai in grado di rappresentarlo, e questo costituisce fonte di indicibile disagio e di disappunto per ogni ingegnere, il cui sogno sarebbe quello di capire tutto e tutti, e possibilmente in anticipo, col solo aiuto di carta, penna e una calcolatrice. Ogni qual volta egli riesca anche solo parzialmente in questo intento, ciò gli provoca un piacere sublime, quasi un godimento fisico.
Non è raro scoprirli intenti a compilare statistiche sul tempo di percorrenza medio casa-ufficio con i diversi mezzi di trasporto, in funzione del tempo atmosferico, della stagione, dell'ora e del giorno della settimana, o a valutare la probabilità che l'avvenente vicina di casa accetti il loro invito a cena, in base alla temperatura e dell'umidità dell'aria.
Nel loro sogno di rendere tutto comprensibile e calcolabile, è piuttosto frequente sentirli affermare cose assurde ed idealiste, che alla gente comune appaiono frutto di demenza.
Ho sentito una volta un ingegnere, con figli piccoli, fare notare come i bambini che stanno imparando a parlare tendono ad acquisire inconsciamente le regole grammaticali di base e ad applicarle poi in tutti i casi. Per questa ragione sovente essi sbagliano, applicando la regola-base dove la lingua prevede un'eccezione, e gli adulti li correggono, magari rimproverandoli, affinché apprendano la dizione corretta. Ed ecco la sua trovata "geniale": tutti gli adulti dovrebbero accordarsi per non correggere i bambini quando sbagliano nell'applicare le eccezioni grammaticali. In tal modo, nel giro di una generazione, la nostra lingua sarebbe totalmente depurata da tutte le eccezioni e sarebbe descrivibile con pochissime semplici regole matematiche! Una vera manna dal cielo per tutti i programmatori che si sforzano da decenni di produrre degli efficienti traduttori linguistici automatici.
Per non parlare delle decine di soluzioni sfoderate, allo scopo di rendere prevedibili i mercati azionari, impedire le fluttuazioni improvvise dei titoli o rendere sconveniente qualsiasi speculazione finanziaria! Dal divieto di scambiare ogni giorno cifre superiori ad una certa soglia, alla "linea di ritardo" che renderebbe effettiva ogni transazione solo qualche ora dopo che è stata ordinata... Idee tutte la cui efficacia è dimostrabile matematicamente, salvo il fatto che sarebbero inapplicabili in pratica per la semplice ragione che le uniche parsone al mondo che ne sarebbero contente sarebbero gli ingegneri: l'intero mondo della finanza ne avrebbe invece dei danni.

Da questo punto di vista, bisogna ammetterlo, gli ingegneri sono degli inguaribili idealisti e sognatori!

Necessità di classificare

Quella di classificare, di applicare un'etichetta ed ogni cosa, è una pulsione irrefrenabile per ogni ingegnere. D'altronde, essi sono consci che classificare è una delle più potenti ed efficaci azioni di semplificazione esistenti, ed abbiamo già visto come il semplificare sia innato in ogni ingegnere.
Un piccolo consiglio: se siete persone suscettibili, non vi azzardare mai a chiedere ad un ingegnere un giudizio su di voi: potreste scoprire che costui ha già compilato una lunga e minuziosa lista dei vostri pregi e difetti, in cui magari ciascuna voce è stata persino sotto-classificata con punteggi da 1 a 10!

Avvertenze finali

Il presente documento potrebbe essere utilizzato per fini impropri, quali l'individuazione a scopo di isolamento e/o soppressione degli ingegneri. L'autore declina ogni responsabilità in merito all'uso che si vorrà fare delle informazioni ivi contenute.

 

 

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