Archivio per la Categoria 'Monarchia'
- Putin: un grande uomo! by Il Duca
- Bava Beccaris Santo Subito! by Il Duca
Putin: un grande uomo!
Posted by Il Duca on 06 Dec 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Corruzione, Filmati, Monarchia, Politica, Putin, Russia
Fonte: il Corriere della Sera del 2 Dicembre 2007.
MOSCA - Un trionfo annunciato. Ma subito contestato. Alle elezioni per il rinnovo della Duma, la camera bassa del parlamento russo, il partito del presidente Vladimir Putin ha vinto con il 64,1% dei voti (con lo spoglio delle schede al 98%). Russia Unita è seguita dal Partito comunista (Kprf) all’11,7% (fottuti bastardi rossi! NdDuca) e dai nazionalisti del partito Liberal-democratico (Ldpr) all’8,4% (uno schifo pure loro! NdDuca). L’altro partito dichiaratamente filo-Cremlino, Russia Giusta, resta in bilico sulla soglia di sbarramento, con l’8% delle preferenze. Dopo la maggioranza dei voti scrutinati, 4 partiti superano la soglia di sbarramento del 7%. In base a quanto riferito dall’agenzia Itar-Tass, che cita fonti della Commissione elettorale, il partito di Putin si è assicurato la maggioranza costituzionale di 315 seggi dei 450 seggi del nuovo Parlamento russo: è facile prevedere dunque che Russia Unita avrà mano libera per emendare la Costituzione. Secondo numerosi osservatori esterni e per diverse forze dell’opposizione le elezioni russe sono state però state caratterizzate da brogli. Duibbi arrivano dagli Usa, ma soprattutto da dall’Osce, che considera le elezioni sotto gli standard democratici (il che non è un male di per sé, rottinculo democratobalbettanti! NdDuca). Tanto che il partito comunista russo ha annunciato che non riconoscerà i risultati della consultazione (e allora andate affanculo, stronzi marxisti! NdDuca)
PUTIN POTRA’ CAMBIARE COSTITUZIONE - Con oltre 63% dei voti, Russia Unita avrà oltre 300 deputati, grazie anche alla distribuzione tra i partiti vincitori dei voti raccolti da quelli rimasti sotto lo sbarramento elettorale. Con i due terzi della Duma (la camera bassa del parlamento russo, che conta 450 seggi), Russia Unita potrà cambiare da sola anche la costituzione. Del resto il fatto che Putin partecipasse alle elezioni come capolista del partito al potere «Russia unita» - che deteneva 297 dei 450 seggi della Duma - rendeva questa consultazione un referendum pro o contro la politica di Putin e la sua persona.
ELETTO LUGOVOY - Tra i volti nuovi della Duma ci sarà anche Andrei Lugovoy, l’uomo che secondo Scotland Yard uccise l’ex agente russo Alexander Litvinenko il primo novembre del 2006 a Londra con una dose letale di Polonio 210. Lugovoy era il numero due della lista del partito Liberal democratico dell’ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky. Subito dopo aver saputo del risultato Lugovoy si è detto soddisfatto anticipando però che ancora non sa se sarà in grado di conciliare il suo lavoro di imprenditore con quello di deputato.
AFFLUENZA ELEVATA - La partecipazione al voto è stata molto alta: l’affluenza ha superato il 60% . Il dato è stato comunicato dalla Commissione elettorale centrale. Quando a Mosca, San Pietroburgo o Smolensk, gli elettori hanno cominciato ad affluire ai seggi, nell’est dell’immenso paese erano già stati aperti nove ore prima: il territorio della Federazione russa «occupa» infatti ben nove fusi orari. In tutto, 109 milioni di elettori.
I DUE RIVALI - Ha votato anche il rivale più quotato del presidente, il leader del Partito comunista russo (Kprf) Ghennadi Ziuganov, secondo il quale le elezioni odierne «non sono democratiche» (perché invece la Dittatura del Popolo lo era? NdDuca). Ziuganov ha parlato del voto «più complicato» nella storia del multipartitismo russo, e ha denunciato numerose violazioni della legge elettorale. Un terzo leader accreditato di sufficienti consensi per superare la soglia del 7% necessaria per entrare nella Duma, l’eccentrico Vladimir Zhirinovski, si è presentato al seggio interamente vestito di rosso: non per motivi ideologici, dato che l’ex ultranazionalista ha propagandato il «centrismo» e i partiti moderati come futura caratteristica del corso politico russo di questo secolo.
L’articolo prosegue con altri dettagli sulla scarsa democraticità della votazione russa.
Un po’ di info su Putin, l’uomo che presto si consacrerà novello Zar di tutte le Russie per guidare la sua gloriosa nazione, che sotto la sua guida ha vissuto un boom economico senza precedenti, verso il futuro senza timori di derive filocomuniste e ultranazionaliste.
Vladimir Vladimirovich Putin (nato il 7 Ottobre 1952) è l’attuale Presidente della Federazione Russa. E’ diventato ufficiosamente Presidente, succedendo a Boris Yeltsin, il 31 Dicembre 1999 e lo è diventato ufficialmente il 7 maggio 2000. Nel 2004 venne rieletto per un secondo e ultimo mandato, come prevede la costituzione russa, che scadrà nel 2008.
E’ nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) dove visse un’infanzia povera, trascorsa in una casa comunale. Il nonno paterno, Spiridon Putin, lavorò come cuoco in una dacia al servizio di Stalin e Lenin. La madre, Maria Ivanovna Putina (1911-1999), era un’operaia mentre il padre, Vladimir Spiridonovič Putin (1911-1999), all’inizio degli anni ‘30 fu sommergibilista nella marina militare russa. Durante la seconda guerra mondiale il padre fu arruolato dal NKVD (il precursore del KGB) in un gruppo di sabotatori. Due fratelli più anziani nacquero negli anni ‘30; uno morì nei primi mesi di vita; il secondo morì di difterite durante l’assedio di Leningrado.
Putin si è laureato in Diritto Internazionale alla Facoltà di legge dell’Università Statale di Leningrado nel 1975. Membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, venne arruolato alla fine degli studi nel KGB. Durante la carriera come membro e quindi dirigente dell’organizzazione segreta, durata dal 1975 al 1991, visse per cinque anni a Dresda, nella Repubblica Democratica Tedesca. Dopo il collasso della DDR Putin fu richiamato in Unione Sovietica e fece ritorno a Leningrado dove lavorò nella sezione Affari internazionali dell’Università Statale, sottoposto al vice-direttore Juri Molčanov dal giugno 1991. Nella sua nuova posizione, rinsaldò i rapporti con Anatolj Sobčak, l’allora sindaco di Leningrado. Sobčak aveva lavorato come assistente professore (non sono sicuro di questa traduzione NdDuca) durante gli anni di università di Putin e fu un suo relatore. Putin rassegnò le proprie dimissioni dai servizi di sicurezza il 20 agosto 1991 durante il fallito colpo di Stato, supportato dal KGB, contro Gorbačëv.
E qui finisce la sua carriera nel KGB e comincia quella politica che abbiamo potuto seguire negli ultimi 10 anni.
Trovate il resto dell’articolo originale qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Putin
Un bel Video su Putin
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“Takogo kak Putin”
delle Poyushchie Vmeste
Testo tradotto in ingleseMy boyfriend is in trouble once again:
Got in a fight, got drunk on something nasty
I’ve had enough and I chased him away
And now I want a man like PutinOne like Putin, full of strength
One like Putin, who won’t be a drunk
One like Putin, who wouldn’t hurt me
One like Putin, who won’t run away!I’ve seen him on the news last night
He was telling us that the world has come to crossroads
With one like him, it’s easy to be home and out
And now I want a man like PutinOne like Putin, full of strength
One like Putin, who won’t be a drunk
One like Putin, who wouldn’t hurt me
One like Putin, who won’t run away!
Visto che vi è piaciuto molto vi aggiungo un videoclip extra
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Come si può non essere d’accordo con loro?
Viva Putin! Viva Russia Unita!
Il Duca è con te, Putin!
Lunga Vita allo Zar!
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Bava Beccaris Santo Subito!
Posted by Il Duca on 06 Nov 2007 | Tagged as: Militare, Monarchia, Pensieri Sconnessi, Politica
Fiorenzo Bava Beccaris (Fossano, marzo 1831 – Roma, 8 aprile 1924) è stato un generale italiano, noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898.
Dopo aver partecipato alla guerra di Crimea e alle guerre d’indipendenza del 1859 e del 1866, (ottenendo il 6 dicembre 1866 il Cavalierato dell’Ordine Militare d’Italia ) divenne direttore generale d’artiglieria e genio al Ministero della Guerra, e tenne il comando del VII e del III Corpo d’armata.
Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi - passati alla storia come la “Protesta dello stomaco” - il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d’assedio e il generale, in qualità di regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage. In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione, Bava-Beccaris ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato. Fu collocato a riposo nel 1902. Negli ultimi anni di vita, ormai stanco ed ammalato, aderì al movimento interventista (che professava la partecipazione dell’Italia nella prima guerra mondiale) e sostenne nel 1922 la necessità di affidare importanti incarichi governativi a Benito Mussolini.
Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l’offesa della decorazione a Bava-Beccaris.
“Il feroce monarchico Bava”
Canto popolare divenuto celebre tra i socialisti di primo Novecento
Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.
Furon mille i caduti innocenti
sotto il fuoco degli armati caini
e al furor dei soldati assassini
“Morte ai vili”, la plebe gridò.
Deh, non rider, sabauda marmaglia:
se il fucile ha domato i ribelli,
se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
sul tuo capo quel sangue cadrà.
La panciuta caterva dei ladri,
dopo avervi ogni bene usurpato,
la lor sete ha di sangue saziato
in quel giorno nefasto e feral.
Su, piangete mestissime madri,
quando oscura discende la sera,
per i figli gettati in galera,
per gli uccisi dal piombo fatal.
E’ il mio Idolo, un Grande Uomo!
BAVA BECCARIS SANTO SUBITO!

