Archivio per la Categoria 'Islam'
Dacia Valent: donna, comunista, musulmana, nera… e razzista!
Posted by Il Duca on 15 Oct 2008 | Tagged as: Articoli di giornale, Comunismo, Intolleranza, Islam, Sinistra
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Dacia Valent (Mogadiscio, 12 febbraio 1963) è una politica italiana esponente del Partito Comunista Italiano e di Rifondazione Comunista e già parlamentare europea. Figlia di un diplomatico italiano e di una principessa somala, lasciò la facoltà di ingegneria per entrare nella Polizia. Assegnata alla questura di Milano, chiese il trasferimento a Palermo, presso il servizio scorte. Pesantemente importunata da un passante, durante un turno di servizio a scorta dell’allora presidente della Regione Sicilia il socialista Salvatore Lauricella, la storia finì sui giornali diventando un caso nazionale.
Con l’appoggio di Achille Occhetto, che l’aveva candidata, è stata eletta deputata europea (76mila voti) alle elezioni del 1989 per la lista del PCI. Successivamente è passata a Rifondazione comunista. È stata membro della Commissione giuridica e per i diritti dei cittadini, dell’Assemblea paritetica della convenzione tra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e la CEE (ACP-CEE), della Commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni.
Nel 1992 fonda e diventa presidente di una associazione anti-razzista, la SCORE italy (sezione italiana della Conferenza Permanente per l’uguaglianza razziale in Europa), in seguito nel 2002 questa associazione viene condannata dalla Corte dei Conti per la scorretta gestione dei finanziamenti regionali ottenuti per la realizzazione di centri di prima accoglienza di immigrati (sentenza n.603 del 25/2/2002).
Nel 2003 si converte all’Islam, fonda e dirige la “Lega Anti Diffamazione Islamica” (IADL), che ogni anno assegna il “premio Mezzaluna d’Oro” a persone che si sono particolarmente distinte nella creazione di ponti di solidarietà tra culture e nella difesa dei diritti civili delle minoranze etniche e religiose.
E’ stata particolarmente criticata per aver scritto sul suo blog alcuni interventi contenenti una serie di insulti razzisti nei confronti del popolo italiano (come per esempio “italiani di merda”, “italiani bastardi“, “feccia umana” ecc…).
L’interessante delirio razzista dell’Europarlamentare
(le note in blu sono mie, per sottolineare che il testo non è tutto “sbagliato”)Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.
Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.
Non lo siete.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.
Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.
Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.
Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.
Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.
Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality. [a parte gli insulti gratuiti e razzisti dice anche alcune cose vere, ma accecata dall'odio ha preferito rovinarle con un delirio degno dei testi prodotti dai suoi correligionari Jihadisti (i veri islamici che seguono davvero la fede di Maometto) - Nota del Duca]
Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi [concordo in parte, ma è un problema comune alle democrazie in sé in quanto rappresentative delle masse popolari a cui la Dacia appartiene - Nota del Duca], i vostri capitani d’azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l’hanno dato meglio di voi.
Non solo quelli al governo (o che fanno capo all’area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.
Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.
Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte. [non è che sia una grande opposizione, anzi fa veramente schifo ed è al momento invotabile, ma non sarei così ferocemente critico... - Nota del Duca]
Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.[grazie, faremo come te e aderiremo alla fede laica della conquista militare e del Jihad mondiale come prevede l'Islam e come è chiaramente obbligatorio se si studiano i detti del Profeta, vedesi l'analisi di Robert Spencer e le testimonianze degli ex-islamici ora a rischio di morte - Nota del Duca]
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.
Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili. ["altro" tipo il Jihad e la negazione delle libertà civili in un regime teocratico di vaga ispirazione comunista? No grazie, davvero, sei gentile a proporcelo, ma passo - Nota del Duca]
Dite che non è così?
Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.
Ditelo a mio fratello, bastardi.
Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.
Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna , solo per gonfiare le casse di qualche associazione [campi la cui associazione SCORE di Dacia, come visto in wikipedia, finanziava in modo poco chiaro col denaro ottenuti dalle regioni e per cui è stata condannata dalla Corte dei Conti. Bel business quello sulla pelle degli immigrati, eh, Dacia? Lo so che l'Islam obbliga a mentire quando questo può portare un vantaggio per la Fede, ma non è questo il caso! Sei un insulto per lo stesso Maometto con le tue menzogne! - Nota del Duca] che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.
Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.
L’intervento di Dacia Valent è molto interessante. Delirante nei toni, condivisibile in alcuni punti (non si possono fare buone menzogne senza mischiarle a mezze verità), completamente di parte e quindi privo di qualunque valore di Verità in generale. Interessante, nell’insieme, come lo è anche la biografia presa da Wikipedia.
No?
Guai a pensare di criticarla! Ha tutti i mezzi per difendersi urlando al razzismo se si dovesse provare a discutere sulle menzogne che vomita con quell’assenza di pudore che chi ha studiato la dialettica islamica conosce fin troppo bene: è musulmana, nera, donna, comunista… insomma è un bunker a prova di ogni aggressione. Se fosse anche lesbica sarebbe l’Arma Perfetta.
Grazie Dacia, visto che TU sei un baluardo contro il Razzismo e a favore dell’integrazione (e, segretamente, se sei un vera musulmana sei anche favorevole al Jihad… dai, non fare la timida, è la tua fede: non rinnegare il Profeta o finirai all’inferno con gli schifosi Kafir bianchi che tanto detesti!) ora sappiamo come dobbiamo rivolgerci agli stranieri per non risultare Razzisti: con i tuoi toni.
Altrimenti, per esclusione, dovremmo accusarti di essere razzista, no?
Storie di ordinaria pedofilia islamica
Posted by Il Duca on 28 Jun 2008 | Tagged as: Articoli di giornale, Islam, Sesso, Violenza sulle donne
L’articolo è dedicato ad eventi specifici, ma subito dopo tratterò la questione della pedofilia legittimata nei testi islamici, con citazioni, per mostrare come non si tratta della “barbarie di qualche primitivo”, ma di una tradizione consolidata dell’Islam stesso.
Articolo: “Un uomo può sposare una bambina di un anno”
Fonte: Il Giornale
Autore: Gian Micalessin
Ricordate Nujood Ali? Aveva dieci anni e agli inizi d’aprile s’intrufolò nelle aule del tribunale di Sanaa, in Yemen. Rimase appollaiata sulle panche dell’aula per l’intera mattina. Quando tutti se ne stavano andando, un giudice gentile chiese alla piccola silenziosa chi aspettava. Nujood rispose che era lì per divorziare. La sua storia di bimba sposa violentata e sottomessa, l’infamia del padre liberatosi di lei in cambio di pochi denari, l’abiezione del marito quarantenne pronto a sposarla e a pretenderne la carne accesero d’indignazione il mondo e costrinsero lo Yemen a cambiare la legislazione sui matrimoni (oggi l’età minima è salita a 18 anni).
Tanto rumore per nulla. Il dottor Ahmad Al Mu’bi, esperto di religione e questioni matrimoniali nel regno saudita, spiega invece che per l’Islam, se c’è di mezzo un matrimonio, l’età minima della sposa non conta: «Non esiste un’età minima per le nozze, potete unirvi in matrimonio anche con una fanciulla di un anno, per non parlare di quelle di 7, 8 o 9», garantisce in un’intervista televisiva alla televisione libanese Lbc il religioso considerato, a casa sua, il massimo esperto di matrimonio islamico. E a preoccuparsi troppo si rischia di peccare, perché, ricorda, bisogna seguire i buoni esempi. «Il modello che seguiamo – spiega Al Mubi – è quello del Profeta Maometto: lui prese in moglie Aisha quando aveva appena 6 anni, ma iniziò a far sesso soltanto quando ne aveva 9».
E allora poche storie. Lo scandalo delle spose bambine non esiste. Certo qualcuno potrebbe riempirsi la bocca di parole come consapevolezza, libertà di scelta, capacità di giudizio. Potrebbe, come la fotografa Stephen Sinclair autrice di un reportage sulle spose bimbe in Afghanistan, citare la storia del 45enne biscazziere Mohammed Fazal che le confessò di aver ottenuto la moglie tredicenne in cambio dei debiti di gioco contratti dal padre tra i fumi dell’oppio. Ma sarebbero le solite irrispettose manfrine, ininfluenti rispetto al «buon esempio» e alle necessarie distinzioni tra l’unione coniugale fallace e quella rispettosa dei canoni islamici. «L’età per far sesso dipende dalle tradizioni e dai luoghi, in Yemen si sposano a 9, 10 anni altrove a 16, ma non conta… Una cosa sono le nozze, un’altra è fare sesso», distingue il dottor Al Mubi affidando la discriminante fondamentale alla volontà paterna. «Il matrimonio è un semplice contratto che indica il consenso, il guardiano di quanto succede alla figlia deve essere il padre perché la sua opinione è obbligatoria… E soltanto grazie a quella una ragazza viene data in moglie».
Sulla rettitudine dei padri ci sarebbe da raccontarne. C’è la storia delle sperdute province pakistane del Baluchistan dove lo scorso mese 15 ragazze della tribù dei Chakranis sono state date in sposa agli uomini Qalandari per mettere fine a una faida per l’uccisione di un cane. C’è la storia di Zeinab, 10 anni, venduta per 1500 dollari a un 50enne muto e trasformata in una schiava casalinga. Ma nulla incrina le certezze del dottor Al Mubi. «Chi vi autorizza a dipingere gli uomini come lupi feroci? – obietta in tv il religioso saudita - Il padre è un guardiano e se concede sua figlia in moglie a un uomo di livello appropriato quel matrimonio deve essere valido». E poi bisogna tener conto di frangenti e circostanze. «Prendete un padre con tre o quattro figlie, senza più moglie, ma costretto a viaggiare… Non è meglio affidarle a qualcuno in grado di proteggerle che, a tempo debito, potrà far sesso con loro?». Capitò in Afghanistan al 70enne colonnello Mohammad Khan pronto, pur di abbandonare il suo paese e trasferirsi con un nuova moglie a Kabul, a concedere la figlia 13enne a un uomo 35 anni più vecchio di lei. La figlia, dopo le nozze, continuò a scrivergli implorandolo di andare a riprenderla. Quando, anni dopo, il colonnello si decise ad andare dalla figlia la trovò agonizzante sul letto di casa. Lei gli chiese di avvicinarsi e gli sussurrò all’orecchio l’ultima maledizione. «Grazie papà per avermi abbandonato nelle mani di quell’uomo».
Starete pensando: “questi sono dei selvaggi, l’Islam mica è così: e poi anche noi nel medioevo ci sposavamo a qualsiasi età“.
Cominciamo allora chiarendo alcuni punti.
I cosiddetti selvaggi, di cui Al Mubi è uno dei massimi esperti matrimoniali, sono abitanti del Regno Arabo Saudita (o Arabia Saudita), una nazione moderna, forse la più tecnologicamente avanzata e ricca del mondo islamico, che segue l’Islam Wahbbita (una corrente particolarmente pura dell’Islam nata nel Settecento in risposta alla decadenza e alla troppa laicità dell’Impero Ottomano: infatti secondo la teologia islamica ogni sconfitta e ogni male è imputabile all’essersi allontanati dalla fede in Allah).
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Ecco dove abitano i “selvaggi”! Cosa??? Sembrano città più moderne di quelle italiane! |
L’età media dei matrimoni in Digione (una delle regioni della Francia per cui abbiamo più dati) tra 1500 e 1550, un periodo durissimo di continue guerre e disastri che “giustificherebbe” un abbassamento dell’età matrimoniale, mostrano un’età maschile media di 24 anni e una femminile di 22 anni. Inoltre, per quanto non esistesse esplicitamente il reato di pedofilia, era considerato disgustoso e perverso avere rapporti con fanciulle che avessero meno di 15 anni (questo un po’ in tutta l’Europa medioevale). A conferma di questo abbiamo l’età minima delle prostitute dei bordelli comunali del ‘500, nessuna delle quali ha meno di 17 anni. Gli unici casi di ragazzine di età inferiore ai 15 anni sono quelli delle “ragazze segrete” ovvero prostitute di infimo livello, senza nulla al mondo, spesso costrette a vendersi dagli aguzzini… e in ogni caso le minori di 15 anni sono solo il 30% (come ancora succede diffusamente nelle nostre strade). E voglio ricordare che questi fenomeni di “prostituzione non controllata” erano perseguiti dalle istituzioni pubbliche, che volevano garantire solo la prostituzione libera, consapevole e controllata.
I dati sono disponibili con percentuali, numero di casi analizzati, dati dell’età dei secondi e terzi matrimoni ecc… ecc… su “La Prostituzione nel Medioevo” di Jacques Rossiaud (edizione Laterza).
E infine passiamo alla questione “Islam”.
Nelle istruzioni relative al divorzio il Corano dà per scontato il matrimonio con le cosiddette “spose bambine”. Parlando del periodo di attesa che occorre per determinare se una donna sia incinta, il testo infatti recita: «Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo» (Corano LXV, 4). In altre parole, Allah presenta uno scenario in cui una donna in età prepuberale non solo si è già sposata, ma viene perfino ripudiata dal marito.
Un argomento in grado di spiegare perché sia stato rivelato un versetto del genere potrebbe essere il fatto che lo stesso Maometto avesse una sposa bambina: il Profeta «sposò Aisha quando quest’ultima aveva soltanto sei anni, ma il matrimonio non fu consumato che tre anni dopo» (”Detti e fatti del Profeta dell’Islam raccolti da Al-Bukhari” di Muhammad Ibn Isma’il al-Bukhari, tradotto da Muhammad Muhsin Khan).
Il matrimonio con le spose bambine era un fenomeno diffuso nell’Arabia del VII secolo - il Corano non fece altro che riprendere una pratica che avrebbe dovuto essere abbandonata molto tempo prima e dotarla di legittimazione divina.
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| Certo, PedoBear: con l’Islam anche questo è possibile! |
Le Spose Bambine nel Mondi Islamico, Oggi
Nella società in cui il Corano è verità assoluta e Maometto il modello di ogni comportamento umano, il fenomeno delle spose bambine ha toccato milioni di donne. In Afghanistan e in Bangladesh più della metà delle adolescenti sono sposate (fonte UNICEF: Children Marriage must stop, 7 luglio 2001).
L’ayatollah Khomeini (il padre della Repubblica Islamica dell’Iran nata nel 1979) disse ai fedeli musulmani che sposare una ragazza prima che si sviluppasse era «una benedizione divina». E consigliò ai padri: «Fate il possibile affinché le vostre figlie non vedano il loro primo sangue in casa vostra» (fonte Amir Taheri, Lo spirito di Allah - Khomeini e la rivoluzione islamica, 1989, pag.105).
Con il permesso dei genitori le ragazze iraniane possono sposarsi a nove anni, senza la loro approvazione a tredici (Lisa beyer, The Woman of Islam sul Time del 25 Novembre 2001 e pubblicato online qui). Ma con il matrimonio arrivano anche le violenze domestiche: «In Egitto una percentuale pari al 29% delle adolescenti sposate è stata picchiata dai mariti; di queste il 41% ha subito violenza durante la gravidanza. E una ricerca condotta in Giordania ha indicato che nel 26% dei casi di violenza domestica segnalati l’episodio ha coinvolto donne di età inferiore ai 18 anni» (Andrew Bushell, Child Marriage in Afghanistan and Pakistan, «America», pag.12, 11 marzo 2002).
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L’Islam insegna ad amare i bambini! Che teneroni queste Teste di Turbante! |
Per ulteriori approfondimenti sulla condizione femminile nell’Islam:
Guida (politicamente scorretta) all’Islam e alle Crociate, di Robert Spencer.
Iran: in prigione per aver subito molestie
Posted by Il Duca on 24 Jun 2008 | Tagged as: Islam, Violenza sulle donne
Fonte: Corriere della Sera
«Il prof mi molesta». E la studentessa iraniana finisce in prigione
Dopo la denuncia, i compagni hanno filmato il docente con lei. Le autorità: «Mostrare certi atti è peggio che commetterli»
Con i capelli neri non velati e il collo nudo in vista, al posto del chador prescritto, una ragazza scappa da un’aula universitaria. La telecamera la riprende per un istante. In primo piano, un uomo dagli occhiali spessi, con il colletto della camicia sollevato e sbottonato, all’inizio fa finta di niente. Poi guarda fisso dentro la telecamera, sembra accorgersi improvvisamente che la scena è stata ripresa, cerca di scappare, ma un gruppo di ragazzi lo afferra per la camicia e blocca l’uscita.
La ragazza è una studentessa dell’università di Zanjan, provincia rurale situata 300 km a nord-ovest di Teheran. Ha denunciato di aver subito molestie sessuali da parte di quell’uomo, Hassan Madadi, un vicerettore dell’università, oltretutto incaricato della «moralizzazione » dell’ateneo. Il vicerettore è stato sospeso e, secondo l’agenzia ufficiale iraniana Fars, arrestato. Ma la stessa sorte è toccata alla ragazza, il cui nome non è stato divulgato. Non sono chiare le accuse contro di lei, ma il procuratore locale avrebbe detto che rendere pubblica l’esistenza di certi crimini è peggio che commetterli.
In Iran i rapporti sessuali tra coppie non sposate sono illegali. Le pene: dalle frustate alla forca. Il video è stato girato sabato 14 giugno. Diffuso su YouTube, in una settimana è stato visto 400.000 volte. Gli autori sono studenti. Hanno fatto irruzione in aula durante un incontro tra il vicerettore e la ragazza, convocata, pare, per discutere la sua condotta poco etica. Dalle riprese non è certa la dinamica degli eventi. Gli studenti sostengono di aver sorpreso Madadi mentre si spogliava. Diversi siti web iraniani dicono che la ragazza aveva già denunciato all’Associazione islamica studentesca i tentativi del vicerettore di costringerla ad avere rapporti e che esisterebbe una registrazione audio delle avances. Ma sui blog c’è pure chi sospetta che sia «tutto un complotto contro il poveruomo. La ragazza potrebbe averlo sedotto» (Mike, Los Angeles Times) o forse era consenziente (Hassani, Global Voices). Gli studenti hanno consegnato l’uomo alle autorità. E in serata e nei due giorni successivi, in migliaia hanno bloccato il campus con un sit-in davanti alla palestra, rifiutando di entrare in aula nonostante gli esami in corso. Nei video diffusi sul web, centinaia di studentesse, chador nero e zainetto in spalla, protestano mano nella mano con i colleghi maschi. Hanno chiesto il licenziamento del vicerettore e di altri dirigenti e le scuse del ministero dell’Istruzione. Quest’ultimo li costringe a rispettare un rigidissimo codice di abbigliamento e comportamento, oltre a reprimere le libertà politiche, ma già in passato studenti di altre università hanno denunciato molestie da parte di professori. Le proteste si sono fermate dopo che il rettore Alireza Nedaf ha annunciato la sospensione di Madadi e promesso che il caso verrà esaminato da un comitato composto anche da studenti. «Se vi è stata corruzione, c’è la volontà di appoggiare gli studenti nell’eliminarla», ha detto. Ma il ministro della Scienza Mohammadi Mehdi Zahedi ha condannato il video- denuncia, accusando gli studenti di «diffondere immagini pornografiche». «Questo tipo di azioni — ha detto — sono contrarie all’etica islamica».
(Viviana Mazza)
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Eh, infatti, che fottuta mancanza di rispetto verso l’Islam! Siamo proprio degli incivili intolleranti islamofobi del cazzo! |
E se pensate che gli sciiti iraniani facciano schifo, voglio ricordare a tutti che sono dei gran signori rispetto ai whabbiti Arabi (cari amichetti dell’occidente che ci vendono petrolio).
Se per gli sciiti servono due donne al posto di un uomo per aver valida testimonianza in caso di reato (lo dice Maometto), in Arabia Saudita invece le donne non possono testimoniare per i reati penali e servono cinque testimoni maschi in caso di stupro.
Ovviamente in assenza di testimoni la denuncia della violenza comporta una sola certezza, ovvero il rapporto adultero, che comporta (come da regolamento maomettano) la lapidazione dopo essere state seppellite fino al petto.
Fico, eh?
Meno male che la gente di sinistra preferisce difendere i terroristi di Hamas che condannare i crimini che avvengono ogni giorno, nella piena legalità dei rispettivi paesi, nel mondo musulmano. “No alla pena di morte in USA”, grandi manifestazioni e sdegno, moratoria internazionale…
…e per le decapitazioni che avvengono ogni mese in Arabia Saudita come da tradizione? Per gli stupri legalizzati? Per la riduzione della donna alla schiavitù nei paesi arabi?
Non vola una mosca.
Sarò un Reazionario e un Fascista nel dirlo, ma credo che i diritti umani e la pari dignità delle donne contino qualcosa. E se ai musulmani non sta bene perché Maometto dice il contrario (e gli Hadith me ne sono testimoni), se ne vadano affanculo quei cammellieri di merda.
Pari opportunità Islamiche per handicappati
Posted by Il Duca on 01 Feb 2008 | Tagged as: Articoli di giornale, Handicap, Islam, Terrorismo, Violenza sulle donne
Da Bagdad, strage nei mercati “Due attentatrici down, le hanno fatte esplodere”.
Bagdad - Due donne imbottite di esplosivo, ma non propriamente attentatrici suicide: erano affette dalla sindrome di Down e non in grado di farsi esplodere da sole. Qualcuno ha provveduto a distanza con un radiocomando. È la “probabile” dinamica della strage avvenuta questa mattina a Bagdad, secondo il portavoce dell’esercito iracheno Generale Qassim al Moussawi. Il bilancio dei due attentati continua intanto ad aggravarsi: 68 morti e almeno 165 feriti, secondo fonti ospedaliere e della polizia. La prima esplosione ha ucciso 46 persone e ne ha ferite più di cento, la seconda (venti minuti dopo, in un altro mercato di animali) ha provocato 22 morti e 65 feriti.
Due mercati - L’attacco più sanguinoso è stato messo a segno nel mercato al Ghazil, dove un ordigno è esploso in un momento di grande afflusso. Il secondo attentato è stato compiuto nel mercato degli uccelli di al Jedida. Di venerdì, giorno del riposo islamico, i mercati sono particolarmente affollati. Secondo quanto ha riferito il portavoce delle operazioni di sicurezza a Bagdad, Qassim Atta, il duplice attentato è stato compiuto da due donne kamikaze. Il mercato al Ghazil è stato preso di mira già tre volte: il 23 novembre, 13 morti e 50 feriti, il 26 gennaio, 13 morti e 33 feriti, e il primo dicembre 2006, tre morti e 22 feriti.
Islamici che uccidono civili, possibilmente donne e bambini, usando degli handicappati imbottiti di esplosivo e fatti detonare a distanza.
Niente di strano, quando si parla di Islam:
saranno le pari opportunità secondo il Corano.
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