Archivio per la Categoria 'Intolleranza'

  1. Max Mosley: solo un po' di sano Nazi-BDSM! by Il Duca
  2. Laicità o intolleranza e oscurantismo? by Il Duca

Max Mosley: solo un po’ di sano Nazi-BDSM!

Posted by Il Duca on 31 Mar 2008 | Tagged as: Articoli di giornale, Intolleranza, Sesso, Sport

Max Mosley, presidente della Fédération Internationale de l’Automobile, è finito in uno scandalo per via della diffusione di un banalissimo video in cui si gode la campagnia di alcune simpatiche professioniste del Bondage Sadomaso in una classica scenetta da “Lager Nazista”. SCANDALO! SCANDALO!
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Tutti i bigotti del mondo che si scandalizzano, poi tornano a casa ubriachi e come ogni sera picchiano la moglie e stuprano la figlia di tredici anni.
Ma almeno non lo fanno fingendosi dei nazisti! roll
Tutti a fare gli scandalizzati per un po’ di sano BDSM con cinque sane prostitute e un sano revival nazista! E allora? Non vi sta bene?
E ci andate affanculo, bigotti sessuofobici di merda? tie.bmp

Ma che cazzo c’è di scandaloso?
E’ solo un uomo che vive in armonia la propria sessualità con delle professioniste!

Da una parte c’è Karen Pollock, direttrice del Trust Holocaust Education che spara un: «Questo è malato e depravato, sono allibita dal comportamento di una persona di una certa influenza e potere».
Sai cosa ti dico? Vaffanculo, merdaccia sessualmente repressa! tie.bmp

Segue Stephen Smith, direttore dell’Holocaust Centre, che chiede le dimissioni di Mosley: «E’un insulto a milioni di vittime, sopravvissuti. Mosley dovrebbe scusarsi e poi dimettersi dal suo incarico di presidente della Fia»
“Insulto” un cazzo, brutto stronzo retrogado che non sei altro!
E’ la sua fottuta vita sessuale: lascialo in pace, nazista del sesso che non sei altro!
tie.bmp

Lasciategli vivere la sua sessualità come preferisce!
Chi condanna Mosley perché apprezza il Nazi-BDSM è un pezzo di merda tale e quale a chi perseguita un omosessuale perché gli piacciono gli uomini!

I gusti sono gusti e finché si è consenzienti sono tutti egualmente rispettabili! 32.gif

Laicità o intolleranza e oscurantismo?

Posted by Il Duca on 16 Jan 2008 | Tagged as: Articoli di giornale, Intolleranza, Libertà, Religione, Riflessioni, Sinistra

L’articolo che segue non è stato scritto da un cardinale, ma da Giorgio Israel, Professore ordinario di Matematiche complementari (non di teologia…) all’Università di Roma La Sapienza.

Trovate l’articolo completo a altre chicche nel blog del professore: http://gisrael.blogspot.com/


COME MAI IN SOLI DUECENTO?
Come mai un gruppo di 67 docenti che scrivono un documento da pezzenti capitanati da un “cattivo maestro” che scrive un documento ideologico pieno di assurdità, assieme a un centinaio di esagitati riescono a impedire al Papa di venire all’università? Come mai circa duecento persone riescono a far fare una figura di merda a un intero paese?
Volete una risposta?
La do raccontando un piccolo episodio.

A un collega - docente illustre, anziano e rispettato - ho detto che trovavo delirante che negli USA la Columbia University avesse invitato un delinquente patentato (negatore della Shoah, programmatore della distruzione di uno stato membro dell’ONU) come Ahmadinejad e in Italia l’università La Sapienza non riuscisse a invitare una persona rispettabile come Benedetto XVI.
Sapete cosa ha risposto? Che Ahmadinejad non è pericoloso per gli Stati Uniti quanto lo è il Papa per l’Italia…

Questa è l’acqua demente in cui nuotano quei duecento fanatici.
Ed ecco perché viviamo in un clima così mefitico, che ha indotto (giustamente) il Papa a rinunciare.
Ha detto bene Cossiga: questa è la grande vittoria del grande popolo dell’Unione.
Ma forse è una gran vittoria di Pirro.

È sorprendente che quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire - “mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso” - si oppongano a che il Papa tenga un discorso all’università di Roma La Sapienza (La Sapienza fu voluta e fondata dal Vaticano e venne visitata in passato, senza polemiche, da Paolo VI e Giovanni Paolo II - NdDuca).
È tanto più sorprendente in quanto le università italiane sono ormai un luogo aperto ad ogni tipo di intervento ed è inspiegabile che al Papa soltanto sia riservato un divieto d’ingresso.

Che cosa di tanto grave ha spinto a mettere da parte la tolleranza volterriana?
Lo ha spiegato Marcello Cini nella lettera dello scorso novembre in cui ha condannato l’invito fatto dal rettore Renato Guarini a Benedetto XVI.
Quel che gli appare “pericoloso” è che il Papa tenti di aprire un discorso tra fede e ragione, di ristabilire una relazione fra le tradizioni giudaico-cristiana ed ellenistica, di non volere che scienza e fede siano separate da un’impenetrabile parete stagna.
Per Cini questo programma è intollerabile perché sarebbe in realtà dettato dall’intento perverso, che Benedetto XVI coltiverebbe fin da quando era “capo del Sant’Uffizio”, di “mettere in riga la scienza” e ricondurla entro “la pseudo-razionalità dei dogmi della religione“. Inoltre, secondo Cini, egli avrebbe anche prodotto l’effetto nefasto di suscitare veementi reazioni nel mondo islamico.
Dubitiamo però che Cini chiederebbe a un rappresentante religioso musulmano di pronunziare un mea culpa per la persecuzione di Averroè prima di mettere piede alla Sapienza. Siamo anzi certi che lo accoglierebbe a braccia aperte in nome dei principi del dialogo e della tolleranza.

L’opposizione alla visita del Papa non è quindi motivata da un principio astratto e tradizionale di laicità. L’opposizione è di carattere ideologico e ha come bersaglio specifico Benedetto XVI in quanto si permette di parlare di scienza e dei rapporti tra scienza e fede, anziché limitarsi a parlare di fede.
Anche la lettera contro la visita firmata da un gruppo di fisici è ispirata da un sentimento di fastidio per la persona stessa del Papa, presentato come un ostinato nemico di Galileo. Essi gli rimproverano di aver ripreso - in una conferenza tenuta proprio alla Sapienza il 15 febbraio 1990 (cfr J. Ratzinger, Wendezeit für Europa? Diagnosen und Prognosen zur Lage von Kirche und Welt, Einsiedeln-Freiburg, Johannes Verlag, 1991, pp. 59 e 71) - una frase del filosofo della scienza Paul Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto“. Non si sono preoccupati però di leggere per intero e attentamente quel discorso. Esso aveva come tema la crisi di fiducia nella scienza in sé stessa e ne dava come esempio il mutare di atteggiamento sul caso Galileo. Se nel Settecento Galileo è l’emblema dell’oscurantismo medioevale della Chiesa, nel Novecento l’atteggiamento cambia e si sottolinea come Galileo non avesse fornito prove convincenti del sistema eliocentrico, fino all’affermazione di Feyerabend - definito dall’allora cardinale Ratzinger come un “filosofo agnostico-scettico” - e a quella di Carl Friedrich von Weizsäcker che addirittura stabilisce una linea diretta tra Galileo e la bomba atomica.
Queste citazioni non venivano usate dal cardinale Ratzinger per cercare rivalse e imbastire giustificazioni: “Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità“. Esse piuttosto venivano addotte come prova di quanto “il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica“.

In altri termini, il discorso del 1990 può ben essere considerato, per chi lo legga con un minimo di attenzione, come una difesa della razionalità galileiana contro lo scetticismo e il relativismo della cultura postmoderna. Del resto chi conosca un minimo i recenti interventi del Papa sull’argomento sa bene come egli consideri con “ammirazione” la celebre affermazione di Galileo che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico.
Come è potuto accadere che dei docenti universitari siano incorsi in un simile infortunio? Un docente dovrebbe considerare come una sconfitta professionale l’aver trasmesso un simile modello di lettura disattenta, superficiale e omissiva che conduce a un vero e proprio travisamento.
Ma temo che qui il rigore intellettuale interessi poco e che l’intenzione sia quella di menar fendenti ad ogni costo.

Né c’entra la laicità, categoria estranea ai comportamenti di alcuni dei firmatari, che non hanno mai speso una sola parola contro l’integralismo islamico o contro la negazione della Shoah. Come ha detto bene Giuseppe Caldarola (direttore dell’Unità dal ‘96 al ‘98, membro dei Democratici di Sinistra e deputato - NdDuca), emerge qui una parte di cultura laica che non ha argomenti e demonizza, non discute come la vera cultura laica, ma crea mostri. Pertanto, ripetiamo con lui che “la minaccia contro il Papa è un evento drammatico, culturalmente e civilmente“.


 
Avrei voluto scrivere un post contro gli oscurantisti che travisano il concetto di laicitià per giustificare la persecuzione politica dei rivali che osano dichiarare una fede religiosa, ma è inutile perché qui non si parla di laicità o di “fede e ragione” bensì di un’aggressione personale contro il diritto di un individuo a esprimere le proprie idee basandosi NON su quanto ha detto in passato, ma su quanto un gruppo di corrotti (probabilmente in conflitto politico con il rettore per questione di potere interne a La Sapienza) hanno inventato che il Papa abbia detto 17 anni fa.

Simile feccia è indegna di essere presa in considerazione.
Lascerò il mio intervento sulla differenza tra laicità e persecuzioni politiche contro i rappresentanti di alcune fedi religiose (mai l’islam, caso strano) a quando sarà più sensato metterlo: qui sarebbe fuori contesto dato che non è di laicità che si parla, ma di odio personale.

La cultura dell’odio, dell’intolleranza e della privazione del diritto di parola non ha nulla a che fare con la Scienza. Come non hanno nulla a che fare con la Scienza quel branco di maiali ignoranti che osano infarcirsi la bocca di cose che non capiscono. Un classico del mondo universitario italiano: forti coi deboli e deboli coi forti.