Archivio per la Categoria 'Internet'
- La Seconda Guerra Mondiale modernizzata... by Il Duca
- Un'occhiata da vicino al DDL Levi-Prodi by Il Duca
- Tassare Internet e limitare la libertà. by Il Duca
La Seconda Guerra Mondiale modernizzata…
Posted by Il Duca on 01 May 2008 | Tagged as: Cultura, Giovani, Internet, Storia
E’ tempo di parlare con un linguaggio moderno per farsi capire dai giovani!
Anche la storia, noiosa e polverosa, può essere modernizzata per insegnarla in modo più gradevole e comprensibile ai nostri giovani estranei al mondo pre-internet!

E’ andata proprio così. Preciso.
Un’occhiata da vicino al DDL Levi-Prodi
Posted by Il Duca on 22 Oct 2007 | Tagged as: Internet, Libertà, Politica, Sinistra
Forse avete le idee un po’ confuse sul Decreto Legge di cui si parlava nell’articolo precedente perché né le fonti citate né io abbiamo riportato il testo. Magari qualche zelante pecora belante avrà esclamato “prima di criticare una legge sarebbe meglio informarsi” e ha giustamente ragione: è inutile dirvi che fa schifo se non ve la faccio anche leggere!
Errore da parte mia che risolverò ora fornendovi due estratti molto ghiotti e il link al testo integrale del DDL. Le sottolineature al testo sono mie.
Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.Art. 7
(Attività editoriale su internet)
1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.
Le implicazioni di quanto scritto nel DDL sono così ovvie che offenderei la vostra intelligenza se ve le spiegassi, ma oggi sono in vena di insultarvi e tanto per andare sul sicuro ve le traduco chiaramente… ;-)

Art.5: Chi scrive sul web o nel giornalino della scuola, per diletto e in modo non professionale né lucrativo, è ora autentico editore come il direttore di Panorama o il direttore del Corriere.
Art7, punto 1: chi scrive in internet su un proprio sito/blog personale è il creatore di un prodotto editoriale e come tale deve registrarsi, né più né meno che se pubblicasse il Sole 24 Ore. Essendo a tutti gli effetti il responsabile di un’opera editoriale, eventuali crimini commessi (diffamazione, ad esempio) si aggravano passando da “reato commesso personalmente” (per dirlo in modo semplice) a “reato commesso a mezzo stampa“. Per farvi un esempio: se scrivete su un muro che Prodi che è un cretino state commettendo diffamazione (e vandalismo…), ma se lo pubblicate su un giornale con 200mila copie di tiratura in tutta Italia state commettendo “diffamazione aggravata a mezzo stampa”. Ora scriverlo sul vostro blog non sarà più come averlo scritto sul muro (senza il vandalismo, però!), ma come se lo aveste fatto pubblicare in prima pagina su Il Corriere della Sera. Vi sembra giusto?
Art.7 punto 2: il responsabile di tutto ciò che viene scritto (articoli, commenti agli articoli, post delle discussioni di un forum) è il gestore del sito, per cui eventuale commenti diffamatori scritti da un utente non saranno più colpa del solo utente, ma diverranno “diffamazione a mezzo stampa” di cui è colpevole l’editore del sito. Lasciare i commenti aperti o il forum attivo quando si va in vacanza potrebbe diventare un ottimo modo per farsi sbattere in galera per colpa di qualche scemo di passaggio.
Dopo aver letto questi due articoli di legge così generici da colpire tutti (incluso l’uomo medio con il blog dedicato al suo pesce rosso e non solo i grandi siti come quello di Beppe Grillo o le vere e proprie testate giornalistiche parallele online), il famoso DDL diventa molto peggiore di quanto sembrasse leggendo i soli articoli di commento, nevvero?
Ora leggetevi anche il Decreto di Legge in versione integrale, tanto per divertirvi:
http://www.carraronan.org/allegati/DDL_editoria_030807.pdf
Tassare Internet e limitare la libertà.
Posted by Il Duca on 20 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Internet, Libertà, Pensieri Sconnessi, Politica, Sinistra
Nuova spassosa vicenda del Governo Prodi: tassiamo internet e burocratizziamo la gestione dei siti!
Vi fornisco l’articolo tratto da “il Giornale” e i link ad altri due articoli, del Corriere e di Punto Informatico.
«Niente censure», giura Ricardo Franco Levi tra le proteste generali, nessun controllo di Stato su internet. «Il governo - spiega il sottosegretario alla presidenza - non ha alcuna intenzione di tappare la bocca alla rete, non ne avrebbe neppure il potere. Ha soltanto varato un disegno di legge per mettere ordine al settore. Una cosa è un ragazzo che apre un sito, un’altra chi pubblica un vero prodotto editoriale». Bavagli forse, no, ma intanto bolli, carte, registri, comunicazioni al Garante delle comunicazioni: In una parola: tasse.Ovviamente è Beppe Grillo a guidare il fronte degli scontenti. «Palazzo Chigi ha approvato un testo per tappare la bocca a internet e nessun ministro in Cdm si è dissociato. La prova? La legge Prodi-Levi prevede che chiunque abbia un sito debba metterlo sul Roc dell’autorità delle comunicazioni, produrre certificati e pagare soldi anche se non lo fa a fini di lucro. Il 99 per cento del blog chiuderebbe. Il restante 1% risponderebbe, in caso di reato, di omesso controllo e incapperebbe negli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica, galera sicura. Se questa legge passa, sarà la fine della Rete in Italia. Io sarò costretto a trasferirmi in un Paese democratico».
Levi prova a smorzare: «Noi vogliamo creare le condizioni per un mercato libero, aperto e organizzato. Censure? Controlli dall’alto? Macché. Infatti il testo prevede l’abolizione della registrazione presso i tribunali, fino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione, e sostituirla con una più semplice notifica presso il registro degli operatori della comunicazione tenuto dall’Agicom». Insomma, sostiene il sottosegretario, «lo spirito della legge è chiaro: quando prevediamo la registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un proprio sito, ma chi attraverso internet fa informazione». Certo, ammette, «siamo consapevoli che il confine è sottile e non facile da definire, ed è per questo che ci affidiamo al garante». Ma il blog di Grillo, che fine farà? «Ecco, non spetterà al governo deciderlo».
Rassicurazioni non riescono a fermare le polemiche, che arrivano soprattutto da sinistra. Antonio Di Pietro minaccia la crisi di governo. «Sto ricevendo centinaia di mail allarmate. Hanno ragione, è un disegno di legge liberticida che deve essere immediatamente bloccato. Per quel che ci riguarda non passerà mai, anche a costo di uscire dalla maggioranza». Pietro Folena, Prc, presidente della commissione Cultura della Camera, chiede che la proposta venga chiarita meglio: «Chi apre un blog non può essere considerato un editore». Roberto Villetti, capogruppo Rosa nel pugno è «contrario a tutto ciò che porta alla restrizione della libertà nella rete». Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che i Verdi «presenteranno degli emendamenti contro l’obbligo di registrazione». Willer Bordon grida «no al bavaglio dei siti». Gianni Montesano, Pdci, dice che «non si può fermare l’acqua del mare». Il disobbediente Francesco Caruso spiega «che l’Italia non è la Birmania». E protesta persino il ds Beppe Giulietti: «Quando c’è di mezzo la libertà, e sempre meglio nessuna norma che una cattiva norma».
Approfondimenti:
Il Corriere
Punto Informatico
Discussione sul Ducato del Porno

