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All'assalto con la pistola mitragliatrice

La posizione più appropriata per il combattimento ravvicinato con il mitra è quella d'assalto ad arma imbracciata: rappresenta il compromesso migliore fra velocità e precisione. Ricordate che non si è al poligono e che la precisione nel tiro è soltanto una piccolissima parte dalle capacità di cavarsela nel combattimento ravvicinato.

Tranne che in circostanze speciali, con il mitra si dovrebbe sparare con il calcio esteso e appoggiato alla spalla. Questo è l'unico modo per colpire il bersaglio, a meno di non essere eccezionalmente in gamba oppure avere braccia e polsi da gorilla!

Tutti sanno come i militari al cinema sparano con le pistole mitragliatrici. Sventagliano pallottole all'altezza dell'anca in lunghe raffiche che abbagliano con le vampe di bocca. Alcuni addirittura riescono a sparare con due pistole mitragliatrici, una per mano. La realtà, purtroppo, è molto diversa. Chi spara cosi con queste armi cerca soltan­to di farsi ammazzare. Le pistole mitragliatrici sono state le prime armi automatiche di peso all'incirca analogo a quello di un fucile, e da quel giorno la loro capacità di tirare a raffica è rimasta impressa nella mente dei registi cinematografici. In realtà, a meno che il bersaglio non sia davvero molto vicino, la pistola mitragliatrice va usata ben appoggiata alla spalla, un po’ come con un fucile da caccia: con entrambi gli occhi ben aperti per una rapida acquisizione del bersaglio e un'accurata concentrazione sul mirino.

1. Se il bersaglio si trova a più di 10 metri di distanza, il tiratore sa che ha poche probabilità di centrarlo sparando una raffica dall’anca. La pistola mitragliatrice va imbracciata, appoggiata alla spalla sparando un colpo mirato alla volta.

2. Contro bersagli a meno di 10 metri l'arma va tenuta imbracciata, nella posizione d'assalto, in modo di poterla punta­re contro il bersaglio appena avvistato e fare centro con una breve raffica controllata. Se la raffica supera i cinque colpi, di solito è uno spreco di munizioni.

3. Quando si solleva l'arma per sparare, i tiratori bene addestrati non guardano il bersaglio, ma si concentrano sul mirino di puntamento.

4. Mantenere l'equilibrio ha un'importanza vitale, per poter reagire immediatamente a una nuova minaccia a distanza ravvicinata; se si incrociano le gambe è difficile voltarsi di scatto e rimanere in piedi!

5. Un soldato deve guardare 'attraverso' un riparo, non fissarlo semplicemente; non può pretendere che il nemico si presenti in piedi allo scoperto come avviene al poligono.

6. Gli esperti, poi, non voltano mai le spalle a un riparo che non sia stato controllato.

7. Angoli e finestre vanno trattati con molta attenzione. Se si svolta l'angolo di scatto, non c'è tempo di reagire di fronte a un nemico appostato in agguato.

8. Un soldato non deve mai avvicinarsi più di quanto dovrebbe. Se è sicuro di colpire il bersaglio a 10 metri, non è il caso che si avvicini fino a toccarlo.

9. È importantissimo sapere come cavarsela in caso di inceppamento. Anche l'arma migliore può incepparsi, di tanto in tanto. Fermarsi allo scoperto ad armeggiare attorno al mitra è addirittura impensabile: bisogna prima di tutto mettersi al riparo, e poi cercare di risolvere il problema.

10. Nemmeno il soldato più esperto sa giudicare con precisione quanti colpi ha sparato nel corso dell'azione. II caricatore va cambiato dopo cinque brevi raffi­che per non trovarsi con l'arma scarica nel momento sbagliato.

 

Le pistole mitragliatrici : l'opinione del professionista

II soldato di professione moderno probabilmente non sceglierebbe la pistola mitragliatrice come arma preferita, una decisione dovuta soprattutto al perfezionamento dei fucili d'assalto. Quando lo fa, è perché vuole trarre vantaggio dalle caratteristiche della pistola mitragliatrice: le cartucce che usa, la grande capacità del caricatore e, qualche volta, la maggiore precisione che si ottiene da una canna un po' più lunga di quella di una pistola. Ci sono momenti in cui non si vogliono usare le pallottole di piccolo calibro ad alta velocità dei fucili d'assalto. In una stanza piena di terroristi, l'obiettivo è quello di fermare immediatamente tutti i presenti, prima che abbiano il tempo di premere un grilletto o il pulsante di un detonatore comandato a distanza. Per questo occorrono pallottole di grosso calibro che viaggiano a velocità relativamente basse e che si deformano o si frantumano all'urto.

Quando la pallottola di un fucile d'assalto colpisce una persona, molto probabilmente la passa da parte a parte, qualche volta senza che la vittima nemmeno se ne accorga, permettendole di continuare a battersi. E, soprattutto, bisogna assolutamente evitare i danni causati dalle pallottole cal. 5,56 mm che perforano le pareti di mattoni e continuano la loro traiettoria all'aperto nelle strade!

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