November 2007
Monthly Archive
Monthly Archive
Posted by Il Duca on 23 Nov 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Giustizia Ingiusta, Violenza sulle donne
Sottotitolo: una minorenne rinchiusa in una cella e violentata per un mese in cambio di cibo.
Che in Sud America fossero delle teste di cazzo è cosa nota, ma quanto fossero abili nel mostrarsi dementi come scimmie subumane è motivo di costante ilarità. In particolare mi riferisco alla giustificazione data dalla mitica polizia brasiliana per aver gettato una ragazzina in mezzo a una massa di carcerati in astinenza da sesso.
Il Brasile è scandalizzato, dicono, ma il vero scandalo è il Brasile in quanto tale: lui e il resto di nazioni delle banane che stanno assieme con lo sputo e lo spago.
Articolo tratto da Il Corriere della Sera.
NESSUNA GIUSTIFICAZIONE - Una storia agghiacciante, stando alle ricostruzioni che sono emerse. La giovane sarebbe finita in carcere per un furto (anche se le accuse nei suoi confronti non sarebbero ancora del tutto chiare). La cosa certa è che il suo ingresso in una prigione dello stato di Parà si è tramutato da subito in un incubo peggiore di quanto potesse immaginare. «È stata stuprata dal primo giorno dai suoi compagni di cella che avevano da 20 a 34 anni», racconta il Cedeca. La giovane era stata arrestata nella capitale di Parà, Abaetetuba, il 21 ottobre, ed era finita in guardina fino a quando qualcuno non ha informato con una soffiata la stampa. La polizia, secondo il legale dell’adolescente, non ha saputo indicare per quale caso di furto fosse stata imprigionata e si è difesa affermando che non si erano accorti che fosse minorenne. «Ma questa non è una giustificazione. Se avesse avuto 15, 20, 50, 80 o 100 anni non doveva essere rinchiusa con altri uomini», ha dichiarato il governatore.
PRECEDENTI - I media brasiliani riferiscono però che non si tratta del primo caso del genere: in precedenza una ragazza di 23 anni era stata sbattuta in un altro carcere dello stesso Stato per un mese, stavolta con 70 uomini.
Spot Pubblicitario ![]()
Posted by Il Duca on 17 Nov 2007 | Tagged as: Chiacchere inutili, Demagogia, Politica, Sinistra
La Confederazione sindacale autonoma di polizia, in una nota, ha chiesto alla Rai la registrazione della trasmissione della puntata Anno Zero andata in onda l’altra sera, per «analizzare se esistono le condizioni per denunciare ai sensi del codice penale, la vergognosa istigazione a colpire il poliziotto inscenata senza contraddittorio dal conduttore salernitano e dai suoi ospiti». La puntata di ieri Anno Zero era dedicata alle vicende del G8 di Genova con una copertina sull’omicidio di Gabriele Sandri. Giorgio Innocenzi, segretario della Consap, rende noto che i legali del sindacato «stanno circoscrivendo fattispecie di reato riconducibili all’art. 414 del codice penale riguardo ai delitti contro l’ordine pubblico: i toni e le accuse contenuto nel dibattito televisivo infatti hanno chiari connotati di messa in discussione del ruolo super partes delle forze dell’ordine».
Solo un allocco che non sappia nulla di propaganda e di oratoria (basta aver letto Cicerone o Schopenhauer per individuarne le bassezze) può ritenere Anno Zero un programma affidabile. Non che ci sia molto altro di meglio, però…
I mezzi di comunicazione sia pubblici che privati fanno schifo.
Poi chi vuole sognarci dietro la cospirazione del terribile Signore del Male Berlusconi “padrone dei mezzi di comunicazione” e bla bla bla (anche quando lo schifo viene da emittenti che con lui non c’entrano niente), faccia pure: fare la figura dei coglioni non è un reato, ma una persona dotata di un’intelligenza rispettabile si preoccuperebbe invece di Murdoch…
Spot Pubblicitario ![]()
Posted by Il Duca on 09 Nov 2007 | Tagged as: Filmati, Immigrazione, Razzismo, Umorismo
Posted by Il Duca on 06 Nov 2007 | Tagged as: Militare, Monarchia, Pensieri Sconnessi, Politica
Fiorenzo Bava Beccaris (Fossano, marzo 1831 – Roma, 8 aprile 1924) è stato un generale italiano, noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898.
Dopo aver partecipato alla guerra di Crimea e alle guerre d’indipendenza del 1859 e del 1866, (ottenendo il 6 dicembre 1866 il Cavalierato dell’Ordine Militare d’Italia ) divenne direttore generale d’artiglieria e genio al Ministero della Guerra, e tenne il comando del VII e del III Corpo d’armata.
Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi - passati alla storia come la “Protesta dello stomaco” - il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d’assedio e il generale, in qualità di regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage. In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione, Bava-Beccaris ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato. Fu collocato a riposo nel 1902. Negli ultimi anni di vita, ormai stanco ed ammalato, aderì al movimento interventista (che professava la partecipazione dell’Italia nella prima guerra mondiale) e sostenne nel 1922 la necessità di affidare importanti incarichi governativi a Benito Mussolini.
Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l’offesa della decorazione a Bava-Beccaris.
“Il feroce monarchico Bava”
Canto popolare divenuto celebre tra i socialisti di primo Novecento
Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.
Furon mille i caduti innocenti
sotto il fuoco degli armati caini
e al furor dei soldati assassini
“Morte ai vili”, la plebe gridò.
Deh, non rider, sabauda marmaglia:
se il fucile ha domato i ribelli,
se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
sul tuo capo quel sangue cadrà.
La panciuta caterva dei ladri,
dopo avervi ogni bene usurpato,
la lor sete ha di sangue saziato
in quel giorno nefasto e feral.
Su, piangete mestissime madri,
quando oscura discende la sera,
per i figli gettati in galera,
per gli uccisi dal piombo fatal.
E’ il mio Idolo, un Grande Uomo!
BAVA BECCARIS SANTO SUBITO!
Posted by Il Duca on 04 Nov 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Immigrazione, Politica, Razzismo, Riflessioni, Sinistra
Articolo di dedicato alla vita nella periferia di Roma di Massimo Malpica.

Tredici chilometri dal centro della Capitale, almeno mille dal «modello Roma» del sindaco Walter Veltroni. Sulle mattonelle del parcheggio del supermercato Lidl di Torre Angela il sole ha seccato le macchie di sangue, ricordo della «spedizione punitiva» di venerdì sera: una decina di italiani all’assalto dei romeni che qui fanno la spesa e, spesso, bivaccano bevendo birra da 39 centesimi a lattina sul muretto di cinta. Dove qualcuno ha scritto con lo spray «Non passa lo straniero».
Mario, 32 anni, disoccupato, non si fa illusioni. «I problemi qui sono tanti, a cominciare dalla sicurezza: le volanti si vedono solo oggi, c’è voluto quel casino per farle apparire, e durerà poco. Vorremmo interventi strutturali, ma l’unico “regalo” del Campidoglio è stato Leo Di Caprio a Tor Bella Monaca, qui dietro, l’anno scorso. Si combatte così il degrado?». L’intolleranza, in questa periferia dimenticata, si scatena con spranghe e catene un giorno dopo la morte di Giovanna Reggiani. Ma non è detto che ci sia l’orrore di quel delitto dietro questa reazione ancestrale. «Ci sono stati due stupri a Tor Vergata», ipotizza Salvatore De Santis, imprenditore edile: «Qui anche tra gli italiani non sono solo gentiluomini, se pesti i piedi alle persone sbagliate paghi caro». Poi c’è la paura, che consuma goccia a goccia la tolleranza di chi vive in una Roma molto diversa da quella della propaganda, che fa i conti ogni giorno con droga, criminalità, disoccupazione. E che colma la misura quando anche uscire di casa ti spaventa. «Abitiamo a dieci metri dal Lidl - dice Alessio - e mia moglie non può arrivarci senza che decine di ubriachi la coprano con pesanti apprezzamenti. Ha paura persino a stare sul terrazzo dopo le sette». Così molti a parole condannano il blitz, ma poi lo giustificano. «Tor di Quinto è la scintilla, ma è da un anno che qui la gente ha paura di camminare per strada. La violenza non è una risposta, ma se l’ansia è troppa reagisci», spiega Domenico, caricando la spesa nell’auto. Non bisogna allontanarsi troppo per trovare chi si è «stufato». Arriva una macchina romena. È Giovanni, tornato a vivere a Bucarest dopo 19 anni. Spiega che in Italia la percezione verso i suoi connazionali è cambiata in peggio. Conferma immediata: un ragazzo si avvicina a brutto muso. «A ’mbriaco, vattene», gli sibila. Si chiama Angelo, ha 36 anni, un bar a San Lorenzo e una rabbia sorda in corpo: «Hanno fatto bene a dargli una lezione». Claudio e Grazia non sono d’accordo, ma la loro pazienza è agli sgoccioli. «Nostra figlia va al lavoro in centro - raccontano - in metropolitana. Ma chi ha il cuore di mandarla sola all’Anagnina? È troppo pericoloso. La accompagnamo a turno. Fino ai binari, e lì l’andiamo a riprendere. Si può andare avanti così nel 2007? Ricordandole di togliersi le catenine e di non scoprire l’ombelico quando esce di casa, vivere col coprifuoco?».
«Sfottono le ragazze, le tastano, le spaventano. Una volta te la tieni, la seconda scatti. E cresce l’intolleranza», spiega Gianluca, 32 anni, circondato da ragazzini che giocano al «piccolo xenofobo». «Attenti, il clima di paura e la cronaca nera targata Romania sono un mix pericoloso. Nell’assenza di istituzioni è facile rispondere alla mancanza di sicurezza con il razzismo», spiega Danilo, militante della «Destra». La convivenza che non funziona più è anche al «mercato delle braccia», dove i romeni aspettano il lavoro. Gabriel mostra i lividi al costato. «Mi hanno pestato tre ragazzi, gridandomi “romeno di merda”. Le colpe di uno le paghiamo tutti».
Grazie alle politiche di immigrazione incontrollata, priva di integrazione, voluta dalla feccia decerebrata (e cavalcata dai demagoghi di sinistra che per un voto vendono il culo della madre agli asini), i cittadini italiani si trovano sempre più privi di protezione: la polizia non può fare un cazzo, la magistratura appena può aiuta i criminali, le leggi o non ci sono o non si applicano e nel mezzo ci finiscono i cittadini che pagano le tasse e in cambio non ricevono nemmeno il diritto di vivere in pace nel proprio quartiere.
Grazie ai ricconi di sinistra, feccia immanicata coi sindacati sempre pronti a sfruttare gli operai, legulei grassi di denaro e di privilegi estorti al popolo, intellettuali bastardi che parlano di diritti, eguaglianza e tante stronzate, ma poi non si sognano nemmeno di scendere nelle periferie per vedere cosa hanno generato la loro dialettica del cazzo.
I poveracci che guadagnano uno stipendio normale e vivono in periferia si trovano invasi da feccia criminale di ogni genere. E i poliziotti? A parte sentirsi umiliati perché non possono fare nulla e, anche quando provano, i magistrati liberano tutti, cosa devono fare?
Il popolo viene oppresso dalla criminalità solo per permettere a qualche figlio di puttana radical-chic di sinistra di sentirsi “uno che accoglie tutti gli immigrati”.
Francia e Germania cacciano immigrati a pedate ogni due per tre, peché loro in casa loro NON li vogliono i criminali. E noi? Abbiamo le stesse direttive europee da seguire, ma grazie alla merda di sinistra ce ne fottiamo e facciamo entrare tutti, inclusa gente che nessun altro paese europeo farebbe entrare.
E sapete chi cazzo d’altro ci va di mezzo, oltre ai cittadini italiani?
Lo prendono in culo i bravi immigrati, quelli che vengono per lavorare, integrarsi e pagare le tasse.
Loro lo prendono in culo: ogni immigrato criminale che entra in Italia per saccheggiare le nostre città è un insulto a tutti i bravi immigrati che vogliono vivere come italiani e fare il bene del paese.
Adesso che il popolo inizia a non tollerare più la situazione e risponde come è suo diritto con la violenza, la sinistra inizia ad avere paura. Ma come? La sinistra, se non è formata da incredibili teste di cazzo (come invece pare che sia), ha qualcosa come due secoli di esempi per sapere che un simile clima può generare solo ondate di odio xenofobe.
Dato che la sinistra ha tanto sapientemente alimentato il calderone xenofobo ci si aspetta che lo volesse… invece no! Le teste di cazzo, i bastardi indegni di vivere come Prodi e Veltroni e altri figli di troia ora corrono a frignare che “temono ondate di odio razziale”. Cosa cazzo pensavate sarebbe successo, coglioni comunisti?
Chi vuole davvero aiutare gli immigrati onesti deve sostenere una linea durissima di selezione che permetta di cacciare a mano libera chiunque non sia più che un cittadino modello. Ogni immigrato criminale danneggia la causa degli immigrati onesti.
Chi è di sinistra deve decidere:
vuole davvero aiutare gli immigrati
o è solo un pallone pieno di scoregge e demagogia?