October 2007
Monthly Archive
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Posted by Il Duca on 27 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Politica, Sinistra
L’articolo di cui consiglio la lettura oggi è quello di Luca Telese dedicato ai tanti piccoli gruppi di senatori che a turno fanno mancare il loro voto a Prodi su una gran quantità di questioni. Avendo una maggioranza risicatissima al Senato, gli bastano tre dissidenti per far fallire una votazione, ma come può accontentare tutti quando i singoli partiti della coalizione vogliono cose tra loro inconciliabili? Non può. Punto.
E lo sa lui, come lo sapete voi.
Per esempio: «Da oggi ho le mani libere!», afferma con una dose di carattere e spavalderia Lamberto Dini, leader di un drappello di senatori, «i liberaldemocratici» raccolti intorno a lui. Che poi sono tre. Come tre sono i mastelliani. Come tre sono quelli della Svp. E come tre sono i senatori che seguono Willer Bordon (Roberto Manzione e l’ex pidicino Fernando Rossi). Non sempre sono gli stessi tre che mancano, ma in ogni voto al Senato, ormai, ne manca almeno un gruppo di tre, e per il Professore non è certo una bella cosa. Sono accadute anche cose fantastiche, come la meravigliosa trovata mastelliana di abbandonare i lavori. Un giorno Clemente è entrato in Aula dicendo ai giornalisti: «Ce ne andiamo, il gruppo se ne va». Poi però ha detto a uno degli altri due udeurrini: «Tu resta in Aula a controllare la situazione». Così, mentre lui e Nuccio Cusumano uscivano, il senatore Barbato non si muoveva. Solo Mastella, poteva conquistare titoli come «Il gruppo dell’Udeur lascia l’Aula» (amplificato dai quotidiani e dalle agenzie con un danno di immagine aggiuntivo) semplicemente andandosi a prendere un caffè con un collega.
Posted by Il Duca on 25 Oct 2007 | Tagged as: Corruzione, Filmati, Magistratura, Politica, Riflessioni, Sinistra
Lascio la parola a Di Pietro, riportando l’articolo sul suo blog e il video informativo.
L’informazione in Italia è funzionale al mantenimento dei poteri costituiti.
Questa affermazione può apparire scontata, in particolare se detta da me e dall’Italia dei Valori che ci battiamo da tempo per un’informazione libera.
I media hanno strumentalizzato la mia richiesta di restituire a De Magistris l’inchiesta Why Not trasformandola in una contrapposizione tra me e il ministro della Giustizia. La contrapposizione è invece tra il Paese e questa classe politica che non vuole farsi giudicare.
Sul trasferimento di De Magistris, tranne rare eccezioni, sono d’accordo tutti, nel centro sinistra e nel centro destra.
Se l’inchiesta di De Magistris avesse riguardato cittadini comuni e non dei politici ci sarebbero stati la richiesta di trasferimento di De Magistris, la continua fuga di notizie e la loro pubblicazione sui giornali, l’avocatura e, infine, il trasferimento degli atti dell’inchiesta alla procura di Roma? La risposta non può che essere negativa.Why Not coinvolge in prima persona il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia in una vicenda legata all’erogazione di miliardi di euro di fondi europei in Calabria. De Magistris deve andare fino in fondo o il Governo sarà, di fatto, delegittimato.
La Magistratura è formata, data l’assenza di una scuola specifica che la addestri (basta una laurea e vincere un concorso per essere magistrato), da un’accozzaglia di incompetenti se non di corrotti, chiusi in una Casta che “giudica e protegge sé stessa“. E penso di saperne qualcosa, dato che ho parenti ufficiali nell’esercito e nell’arma dei Carabinieri che hanno lavorato e lavorano al fianco di questi soggetti, rilevando continuamente la totale mancanza di buon senso, se non l’indecente ignoranza delle procedure di polizia e delle leggi stesse.
Io in prima persona sono stato vittima della malafede e della stupidità della magistratura della mia città, che per pigrizia (il magistrato mi aveva rinviato a giudizio SENZA conoscere il caso) mi ha fatto sborsare 500 euro d’avvocato (per ora: ricordate che nelle cause con lo Stato le spese NON vengono rimborsate! Solo tra comuni cittadini che sbaglia paga per entrambi). Ho detto senza conoscere il caso perché è proprio così: un mio parente, ufficiale dell’Arma, è andato ad affrontare a faccia a faccia il suddetto magistrato (che ha tentato pure una fuga fingendo di parlare al cellulare spento quando gli è stato annunciato che un ufficiale dei carabinieri voleva parlargli) e da lui stesso ha scoperto che questi nemmeno sapeva di cosa parlasse il mio caso, nato da un errore di valutazione di alcuni anni prima di un altro magistrato poco avvezzo al funzionamento del web. Gli stessi uomini della Digos con cui avevo parlato all’epoca, che non avevano trovato nulla di disdicevole durante la perquisizione, avevano confermato che non solo non sussisteva a parer loro alcun reato da parte mia, ma addirittura il mio voler risolvere il malinteso iniziale addirittura togliendo le pagine internet “non illegali, ma di cattivo gusto” era un segno di sicura buona volontà (come scrissero nel verbale della perquisizione).
I Magistrati sono persone senza istruzione specifica nel loro lavoro, che operano solo perché “laureati” e perché “hanno vinto un concorso”. Affidereste un’armata a un tenente che non ha fatto la Scuola di Guerra, ma solo l’Accademia e gli studi specialistici (che, appunto, forniscono una “laurea”), e non ha lavorato mai nello Stato Maggiore? Affidereste la costruzione di un grattacielo a un architetto neo-laureato, privo di competenze specifiche e di gavetta? No.
E allora perché affidare il destino dei cittadini, l’ascia crudele della legge, in mano a questa gente?
Posted by Il Duca on 24 Oct 2007 | Tagged as: Ambientalismo, Articoli di giornale, Popolo Bue, Riflessioni
L’articolo di oggi è dedicato alla disinformazione sul riscaldamento globale, a cui sarà dedicata una tavola rotonda nel corso del Festival delle Scienze. Vi lascio direttamente all’articolo di Carlo Faricciotti.
Professor Steinberger, lei è colpevolista o innocentista, nei confronti del Co2?
«Sono convinto che il riscaldamento globale del pianeta sia anche frutto della concentrazione atmosferica di anidride carbonica. Ma tengo a sottolineare che quanto affermo nasce da un ragionamento scientifico, oltre che dai lavori di un gruppo internazionale di esperti del clima riuniti nell’Intergovernmental Panel on Climate Change, l’IPCC».
Quindi le sue affermazioni nascono dal suo lavoro di fisico atomico?
«Il mio lavoro consiste non nel trovare soluzioni, ma nel capire cosa sta succedendo nell’atmosfera. A Genova cercherò di aiutare le persone a capire come l’atmosfera terrestre, a causa delle massicce immissioni di Co2, abbia subito grandi modificazioni, soprattutto negli ultimi cento anni. E nel mio discorso farò uso di formule e dimostrazioni matematiche perché io sono uno scienziato».
Pensa che siamo ancora in tempo per invertire la rotta?
«Sono molto pessimista sul futuro della nostra società: più consumiamo e più produciamo anidride carbonica, è un circolo vizioso e le nuove potenze industriali, come la Cina, stanno contribuendo in maniera pesante a questo circolo. Le nostre economie capitalistiche si basano sul consumo: più le persone consumano, maggiore è la crescita. Ma, appunto, più le persone consumano, più cresce l’inquinamento atmosferico».
Impostato così sembra più un discorso da economista o da sociologo che da fisico…
«Al contrario, è un approccio scientifico: nel mio discorso dimostrerò la mia tesi esponendola con formule matematiche, non economiche o sociologiche. Perché, ripeto, io sono uno scienziato e mi baso su dati scientifici: il mio lavoro consiste nell’analizzare il passato, studiare il presente e cercare di delineare il futuro».
Una soluzione potrebbe essere spostare la leva del consumo energetico sul nucleare?
«So che in Italia non amate il nucleare e nemmeno io sono un fan di questo tipo di energia. Tuttavia bisogna tener presente che attualmente solo il 5 per cento dell’energia da noi utilizzata è di origine nucleare, la maggior parte deriva dagli idrocarburi come il petrolio. La cosa più importante, a mio parere, non è il tipo di energia utilizzata, ma ricordarsi che usare energia, di qualunque tipo, produce inquinamento, e questo ce lo dice la fisica. E perché usiamo l’energia? Perché consumiamo. Da qualunque parte la vediamo, il nodo è sempre quello: più consumiamo, più inquiniamo».
Il sottotitolo della tavola rotonda cui lei parteciperà a Genova suona «Dal caos climatico al caos dell’informazione». I media informano correttamente l’opinione pubblica su questi temi?
«Ammetto che in generale lo science reporting, l’informazione scientifica, è un’impresa difficile, anche perché ormai gli scienziati sono sempre più specializzati. Per esempio, leggo articoli che hanno molte difficoltà a esporre il nostro lavoro al Cern, che riguarda la fisica sub-atomica. Dico leggo perché io non guardo la televisione, leggo i quotidiani e mi accorgo di quanto i giornalisti siano in imbarazzo nel riportare correttamente lo scenario scientifico. Da una parte è complicato cercare di convincere i non addetti ai lavori dell’importanza e della rilevanza delle nostre ricerche; dall’altra è importante spiegare quanto facciamo. Il risultato, purtroppo, spesso è che l’opinione pubblica è confusa».
Quando si parla di riscaldamento globale i mass media amano usare toni apocalittici: desertificazione, scioglimento dei ghiacci e così via. Concorda con quest’approccio?
«Chiaramente sono molto preoccupato per l’impatto che il global warming, il riscaldamento globale, sta avendo sul pianeta, e di conseguenza sul nostro futuro, ma non amo il modo in cui questa situazione viene presentata di solito all’opinione pubblica. Ho visto il documentario di Al Gore, “Una scomoda verità”, e non mi sono trovato molto d’accordo con esso: non è facile, da un punto di vista scientifico, dimostrare le conseguenze reali del riscaldamento globale, parlare di innalzamento dei mari o desertificazione».
Quindi cosa ne pensa del fatto che Gore abbia ricevuto quest’anno il Nobel per la pace proprio per il suo impegno contro il global warming?
«Credo che Gore stia facendo un buon lavoro d’informazione con dei mezzi che non sono i miei. Lui non è uno scienziato. Il suo film può avere effetti positivi, incrementare la consapevolezza, ma non va considerato un lavoro scientifico».
Tracciando la sua autobiografia in occasione della consegna del Nobel lei scrisse: «Suono il flauto, purtroppo non molto bene». Lo suona ancora?
«Sì. In realtà da giovane volevo suonare il pianoforte, ma visti i risultati disastrosi qualcuno mi consigliò di passare al flauto. Suonare questo strumento mi dà grande piacere, soprattutto quando facciamo musica da camera, con amici, colleghi o famigliari. Trovo la musica da camera più interessante ancora dell’opera o della musica sinfonica: suonare assieme un brano di Mozart è un piacere sociale oltre che una bellissima esperienza. In un certo senso la musica da camera è una metafora della ricerca scientifica: si lavora in gruppo, non esistono i solisti. Si pensa che il Nobel premi i geni, ma almeno per quanto riguarda le discipline scientifiche non è così: Einstein forse era un genio, ma ormai un premio è il coronamento di un lavoro d’équipe. Il Nobel va a uno o due o tre persone (nel 1988 Steinberger fu premiato insieme a Leon M. Lederman e Melvin Schwartz, ndr), ma andrebbe a tutto il gruppo di lavoro, che può essere anche di settanta persone».
I dati dell’Ottocento (dal 1860), ad esempio, sono di limitato aiuto e in ogni caso disporre solo dei dati “del periodo Industriale” non aiuta affatto a capire come si sarebbe comportato il clima senza l’emissione di CO2 industriale: servirebbero i dati di qualche decennio anche senza emissioni, incluse quelle animali che rappresentano una fetta enorme dell’inquinamento: nel caso dell’Australia la più rilevante! Il govero australiano per abbattere le emissioni a livello tollerabile disse realmente che l’unica scelta era sterminare le mandrie.
I dati non ci sono, quindi non si può avere idea della differenza! Eppure gli Amibentalisti non si fanno scrupoli a spacciarti tutto per verità rivelate.
Sappiamo però che in età pre-industriale il riscaldamento globale e le glaciazioni si sono susseguite senza alcun intervento umano, perché ce lo dicono le fonti latine e rinascimentali: al tempo degli Antichi Greci il caldo nell’area greco-italiana era così forte che leoni e scimmie vivevano perfino nel Lazio! E gli inverni al tempo tardo repubblicano e imperiale, alcuni secoli dopo, erano così rigidi che nevicava regolarmente a Roma e i corsi d’acqua ghiacciavano: chi ha mai visto sbalzi di temperature così tremendi?
Durante il Cinquecento-Seicento la glaciazione che colpì l’Europa, dimostrata dalle fonti artistiche che raffigurano un crescente uso di pellicce pesanti e dagli strati datati dei ghiacciai, fu qualcosa di inimmaginabile per la nostra epoca: un vera e propria era glaciale in miniatura.
La glaciazione terminò nel Settecento con un brusco ritorno alla, se si può dire, “normalità”… peccato che l’Ottocento, coi suoi primi dati sulle temperature, fu anche l’epoca del massiccio inquinamento industriale europeo.
Glaciazioni e riscaldamenti dei secoli precedenti furono colpa delle fabbriche non ancora costruite?
C’è da dubitarne.
Anche io credo che l’inquinamento contribuisca al problema (come contribuisco io ogni volta che scoreggio), ma non sono così follemente umanocentrico da ritenere l’uomo capace con la sua opera di determinare il destino del pianeta sconfiggendo animali, vulcani, giacimenti di gas naturali e variazione di intensità delle emissioni solari!
Vi faccio un esempio italiano di ambientalismo in mala fede: il passo di San Pellegrino.
Quella zona, in cui c’era solo un albergo e nient’altro, venne scelta dall’esercito per le esercitazioni con l’artiglieria (esercitazioni di un mese l’anno). In quell’area non c’era altro: niente impianti di risalita, niente di niente a parte gli animali del parco e l’albergo.
Gli ambientalisti fecero fuoco e fiamme perché, a detta loro, gli animali sarebbero stati sconvolti e sarebbero fuggiti, la flora e la fauna distrutta ecc… tutte cose che in altre aree di tiro stagionali NON è avvenuto. All’epoca mio padre si occupava di quella zona di tiro.
L’esercito alla fine batté in ritirata e rinunciò, perché non volevano far arrabbiare gli ambientalisti. Poco dopo, senza dire una parola contro, gli stessi ambientalisti di quell’area permisero l’edificazioni di nuovi alberghi, impianti di risalita e tutto l’ambaradan da tipica area turistica da “spremere”. Gli animali scapparono dall’area in breve tempo.
Saranno stati davvero interessati all’ambiente oppure ai finanziamenti e al denaro sottobanco sborsato dai nuovi venuti del settore turistico? Arrivateci da soli.
Potrei elencarvi anche il caso della benzina verde e della marmitte catalitiche che a basse temperature (comune uso urbano) inquinano peggio della vecchia benzina rossa, ma ce ne sono molti altri ancora dove il Business era la vera molla dell’Ambientalismo Ipocrita, ma ormai avete capito l’antifona, no?
Se gli Ambientalisti sono disposti a mentire su cosa sia Scientificamente dimostrato e cosa non lo sia, domandatevi su quante altre cose stanno mentendo. E non solo loro.
Posted by Il Duca on 22 Oct 2007 | Tagged as: Internet, Libertà, Politica, Sinistra
Forse avete le idee un po’ confuse sul Decreto Legge di cui si parlava nell’articolo precedente perché né le fonti citate né io abbiamo riportato il testo. Magari qualche zelante pecora belante avrà esclamato “prima di criticare una legge sarebbe meglio informarsi” e ha giustamente ragione: è inutile dirvi che fa schifo se non ve la faccio anche leggere!
Errore da parte mia che risolverò ora fornendovi due estratti molto ghiotti e il link al testo integrale del DDL. Le sottolineature al testo sono mie.
Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.Art. 7
(Attività editoriale su internet)
1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.
Le implicazioni di quanto scritto nel DDL sono così ovvie che offenderei la vostra intelligenza se ve le spiegassi, ma oggi sono in vena di insultarvi e tanto per andare sul sicuro ve le traduco chiaramente… ;-)

Art.5: Chi scrive sul web o nel giornalino della scuola, per diletto e in modo non professionale né lucrativo, è ora autentico editore come il direttore di Panorama o il direttore del Corriere.
Art7, punto 1: chi scrive in internet su un proprio sito/blog personale è il creatore di un prodotto editoriale e come tale deve registrarsi, né più né meno che se pubblicasse il Sole 24 Ore. Essendo a tutti gli effetti il responsabile di un’opera editoriale, eventuali crimini commessi (diffamazione, ad esempio) si aggravano passando da “reato commesso personalmente” (per dirlo in modo semplice) a “reato commesso a mezzo stampa“. Per farvi un esempio: se scrivete su un muro che Prodi che è un cretino state commettendo diffamazione (e vandalismo…), ma se lo pubblicate su un giornale con 200mila copie di tiratura in tutta Italia state commettendo “diffamazione aggravata a mezzo stampa”. Ora scriverlo sul vostro blog non sarà più come averlo scritto sul muro (senza il vandalismo, però!), ma come se lo aveste fatto pubblicare in prima pagina su Il Corriere della Sera. Vi sembra giusto?
Art.7 punto 2: il responsabile di tutto ciò che viene scritto (articoli, commenti agli articoli, post delle discussioni di un forum) è il gestore del sito, per cui eventuale commenti diffamatori scritti da un utente non saranno più colpa del solo utente, ma diverranno “diffamazione a mezzo stampa” di cui è colpevole l’editore del sito. Lasciare i commenti aperti o il forum attivo quando si va in vacanza potrebbe diventare un ottimo modo per farsi sbattere in galera per colpa di qualche scemo di passaggio.
Ora leggetevi anche il Decreto di Legge in versione integrale, tanto per divertirvi:
http://www.carraronan.org/allegati/DDL_editoria_030807.pdf
Posted by Il Duca on 20 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Internet, Libertà, Pensieri Sconnessi, Politica, Sinistra
Nuova spassosa vicenda del Governo Prodi: tassiamo internet e burocratizziamo la gestione dei siti!
Vi fornisco l’articolo tratto da “il Giornale” e i link ad altri due articoli, del Corriere e di Punto Informatico.
«Niente censure», giura Ricardo Franco Levi tra le proteste generali, nessun controllo di Stato su internet. «Il governo - spiega il sottosegretario alla presidenza - non ha alcuna intenzione di tappare la bocca alla rete, non ne avrebbe neppure il potere. Ha soltanto varato un disegno di legge per mettere ordine al settore. Una cosa è un ragazzo che apre un sito, un’altra chi pubblica un vero prodotto editoriale». Bavagli forse, no, ma intanto bolli, carte, registri, comunicazioni al Garante delle comunicazioni: In una parola: tasse.Rassicurazioni non riescono a fermare le polemiche, che arrivano soprattutto da sinistra. Antonio Di Pietro minaccia la crisi di governo. «Sto ricevendo centinaia di mail allarmate. Hanno ragione, è un disegno di legge liberticida che deve essere immediatamente bloccato. Per quel che ci riguarda non passerà mai, anche a costo di uscire dalla maggioranza». Pietro Folena, Prc, presidente della commissione Cultura della Camera, chiede che la proposta venga chiarita meglio: «Chi apre un blog non può essere considerato un editore». Roberto Villetti, capogruppo Rosa nel pugno è «contrario a tutto ciò che porta alla restrizione della libertà nella rete». Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che i Verdi «presenteranno degli emendamenti contro l’obbligo di registrazione». Willer Bordon grida «no al bavaglio dei siti». Gianni Montesano, Pdci, dice che «non si può fermare l’acqua del mare». Il disobbediente Francesco Caruso spiega «che l’Italia non è la Birmania». E protesta persino il ds Beppe Giulietti: «Quando c’è di mezzo la libertà, e sempre meglio nessuna norma che una cattiva norma».
Posted by Il Duca on 19 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Libertà, Politica, Sinistra
Un altro interessante articolo dell’uomo topo, Mario Giordano, la cui voce squittente ci spiega con parole chiare e semplici la curiosa vicenda che vede Sircana, il portavoce del Presidente del Consiglio Romano Prodi, ordinare a Il Giornale di pubblicare le lettere deliranti inviate da un gruppo di sedicenti “terroristi” nazicomunisti. Su “Il Giornale”, come su altre testate giornalistiche, potrete godere delle foto delle lettere firmate Brigate Rosse …con le “ss” formate da una bella svastica da nazisti! LOL!
Godetevi l’articolo.
Il governo ordina al Giornale che cosa mettere in pagina. Già di per sé la circostanza è piuttosto grave. In più, avendo il governo attualmente le idee un po’ confuse, beh, finisce per dare ordini anche piuttosto strampalati. Come dire? Roba da farsi bocciare all’esame di giornalismo.All’interno troverete i documenti e le foto, tutto quello che abbiamo ricevuto. Ormai il tono raggiunto dalla polemica ce lo impone. Ne siamo costretti. Voi riderete un po’ con noi, Dalla, Venditti e Bennato. Ma davvero Sircana pensa che la sicurezza del premier si difenda enfatizzando il gesto di qualche cretino? Noi avevamo scelto un comportamento di saggezza e responsabilità. Evidentemente per il governo queste sono ormai parole sconosciute.
Cosa dire se non “LOL“?
Il governo Prodi è fonte costante di ilarità, hip-hip hurrà!
Posted by Il Duca on 17 Oct 2007 | Tagged as: Cartoni, Filmati, Morale
Favola con una morale, come quelle di una volta.
Due crudeli bambini trovano un Idolo dorato dentro a un coniglio. L’Idolo è capace di trasformare gli insetti in gemme e i bambini cadono preda dell’avidità.
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Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=rJyJIxiktPs
Mi è piaciuta molto, soprattutto per il finale aperto della vicenda. Una storia intelligente e ben realizzata. Ottime musiche di sottofondo che creano proprio l’atmosfera giusta. Temete i conigli!
Posted by Il Duca on 16 Oct 2007 | Tagged as: Articoli di giornale, Demagogia, Politica, Popolo Bue, Riflessioni, Sinistra
Primarie del Partito Democratico. Primarie farsa, ovviamente, per più motivi:
I candidati erano semplicemente ridicoli: Walter Veltroni, il Delfino che deve essere eletto, e attorno a lui dei candidati senza speranza (Adinolfi? Bindi? Zio Paperino e gatto Silvestro, no?), buttati lì solo per far numero e far credere che ci fosse davvero una competizione. E il Popolo Bue, il migliore amico del Demagogo, un po’ come l’Idiota che fa sempre da spalla ai piani del capo-bulletto, ci casca alla grande e si sente pure felice di legittimare un’indegna elezione bulgara.
Ti piace vincere facile, eh, Veltroni?
Dov’erano i VERI candidati? Dov’erano Fassino, D’Alema e Rutelli? Io Rutelli o D’Alema li avrei anche votati, sono politici che stimo (nel limite di quanto si possa stimare un politico), ma non Veltroni, quel disastro ambulante spacciato come Sindaco della Rinascita di Roma che poi son tutte stronzate sparate per abbindolare il popolo perché Roma sotto la crosta pubblicitaria sta con le pezze al culo peggio di prima. Sindaco delle fosse stradali mai aggiustate lo chiamerei piuttosto, o Sindaco delle immense spese in feste pubbliche se preferite.
Veltroni, il Sindaco degli Sprechi …sprechi che però fanno pubblicità a Roma! Pane e Spettacoli, come gli imperatori romani, e se poi tutto va allo sfacelo e i motociclisti crepano a centinaia per le strade piene di buche chissenefrega, basta che il popolo si diverta al suono delle Notti Bianche!
Primarie? Primarie FARSA!
Nelle vere Primarie, come le fanno in USA, i candidati si scannano davvero per farsi eleggere, non si tirano tutti indietro perlasciare l’unico candidato decente in modo che la gente sia costretto a votarlo. Veltroni è l’uomo scelto dall’alto, come un monarca che sale al Trono perché è il parente più vicino del precedente Re defunto, scelto dall’alto (da Dio?) e non dal Popolo. Il Popolo al più lo può confermare il suo Monarca, giurandogli fedeltà e fiducia.
Ecco cosa è stata l’elezione di Veltroni: l’ascesa di un Monarca, per Volontà Divina, confermato dal Popolo chiamato a giurargli Fedeltà.

No, signorina, lei al più è un’idiota se lo pensa: è differente!
E pure per questo candidato Farsa, che sapeva di vincere da settimane, si sono pure fatti ampi brogli! Tutti, tranne gli idioti, sanno benissimo che se per votare basta andare in un qualsiasi gazebo (senza dover andare per forza in uno specifico, come invece succede con le elezioni “vere” dove ti timbrano la tessera elettorale e puoi votare solo in una specifica locazione) sarà ben difficile che ci possano essere controlli.
Minorenni e Immigrati, essendo privi di tessera elettorale, avevano voto libero: entri, voti e tanti saluti. Se poi aggiungete che anche l’unico controllo possibile, quello del documento elettorale, era saltato… allora anche gli adulti possono votare quante volte vogliono!
Anche senza rischiare la fortuna nella stessa sede (che magari qualcuno che crede nella democrazia potrebbe accorgersi della truffa), è sufficiente fare un rapido giro della città per trovare almeno quattro o cinque punti in cui votare liberamente una volta per ognuno!
E c’era anche di peggio, come il fenomeno dei Caporali che letteralmente portano la gente a votare come se fossero mandrie di mucche da vendere! Fenomeni denunciati dagli stessi politici di sinistra, quelli meno fortunati che non dovevano poter ricevere voti, si intende:
Il candidato agrigentino Arnone, vicino alla Margherita, in corsa contro il viceministro delle Infrastrutture Angelo Capodicasa, racconta al Giornale: «Ho chiamato i carabinieri perché vedevo arrivare al seggio battaglioni di extracomunitari, erano accompagnati dai caporali, sempre le stesse persone. Ne conoscevo uno. Lo fermo e gli dico: Mohamed, ma come mai siete tutti qui a votare? E lui: “Siamo qui perché votiamo per la lista che vuole l’immigrazione contro la lista che ci vuole mandare a casa”. Tutti avevano in tasca il facsimile di Capodicasa»
Ma allora quale era il vero scopo di queste elezioni?
Oltre a dare l’Illusione della Democrazia ai soliti milioni di idioti, il Popolo Bue, che con la propria stupidità è la vera minaccia al meccanismo della Democrazia Consapevole, qual era il vero scopo?
Provate a pensarci: contribuire con un euro alle spese di votazione. Un euro, sembra poco, ma quanto di quell’euro andrà realmente a coprire spese di votazione e il resto? In tasca al Partito.
Non ci credi? Leggi qua:
«Abbiamo detto che hanno votato 3 milioni e 400mila elettori giusto? - calcolava il coordinatore per la Margherita Mario Barbi, a piazza Santi Apostoli, con alcuni giornalisti - dunque abbiamo guadagnato almeno 3 milioni e 400mila euro. Ne abbiamo spesi 2 milioni. Siamo ampiamente sopra» [Sopra di 1 milione e 400mila euro, NdA]
Finanziamento del Partito Democratico, qualunque imbecille lo sa e lo sapeva.
Tranne forse tu, mio lettore dallo sguardo vacuo, che hai votato Veltroni e pensi ancora di aver davvero partecipato al processo democratico. Grazie, caro amico bue, che uccidi la Democrazia pensando di aiutarla.
Posted by Il Duca on 15 Oct 2007 | Tagged as: Ambientalismo, Articoli di giornale, Politica
Oggi un articolo scelto per voi dal Duca.
L’autore è Mario Giordano, l’uomo con la vocina da topo.
L’ultima è che il mutamento climatico avrebbe fatto crescere il Monte Bianco di due metri. Ma sì: due metri in più, come se le rocce fossero adolescenti in piena tempesta ormonale. Perché poi sia cresciuto solo il Monte Bianco e non il Monte Rosa, tanto per dire, o il Rocciamelone, è un mistero noto solo ai nostri amici ambientalisti, quelli che sognano il mondo pulito, anche se qualche volta hanno la coscienza sporca.
Che ci volete fare? La settimana del Nobel ad Al Gore ha ridato slancio a tutte le idiozie di questi simpatici signori che vogliono che tutto sia verde, tranne le loro tasche. E così anche la frana in val Fiscalina, frutto di normali mutamenti delle Alpi, è stata raccontata come un episodio della catastrofe ambientale in corso. Del resto l’Italia non è, come ci ha spiegato il ministro Pecoraro Scanio, il Paese in cui le temperature crescono miracolosamente più che nel resto del mondo? Nessuno ne ha ancora capito la ragione, a meno che la ragione non sia quella di giustificare i 344 consulenti del ministero dell’Ambiente. Si sa, il mondo è in pericolo e non si bada a spese per salvarlo: risparmiamo sull’energia, risparmiamo sul carburante, risparmiamo su tutto, ma non sui gettoni di presenza. E pazienza se si rischia l’inquinamento da sprechi. Il protocollo di Kyoto mica dice nulla al riguardo.
Così, preparatevi, dopo l’innalzamento del Monte Bianco, chissà cosa ci aspetterà. Il Gran Sasso che supera l’Everest? La Marmolada che balla la mazurka? Da questi professionisti della paura (a contratto) ci si può aspettare di tutto: non sono stati loro, negli ultimi tempi, a spiegarci che dovevamo smettere di tirare lo sciacquone in bagno per vivere felici? Non sono loro che teorizzano la necessità di non lavarsi mai le ascelle? In fondo su questi annunci clamorosi hanno costruito carriere e professioni: è una verità. O, come direbbe Gore, una scomoda verità.
Epperò forse è venuto il momento di una svolta. È venuto il momento che l’ecologia sia sottratta ai catastrofisti e che smetta di essere una riserva indiana della sinistra. E allora forse il Nobel ad Al Gore potrebbe essere l’occasione per ripensare a come fare della difesa del pianeta anche uno degli elementi centrali del pensiero liberale. Lo ha detto Geminello Alvi ieri su queste colonne, lo ribadiamo qui: è una sfida che il Giornaleseguirà con attenzione. O, per meglio dire, come bio comanda. Perché l’ambiente è un argomento troppo serio per lasciarlo in mano a chi confonde il Monte Bianco con un sufflé.
Posted by Il Duca on 15 Oct 2007 | Tagged as: Novità del Sito
Nuova veste grafica e contenutistica per Carraronan.org: il sito di umorismo generalista diventa un blog personale.
Le vecchie pagine sono ancora disponibili ai soliti indirizzi, inclusa la Home del vecchio sito che troverete digitando http://www.carraronan.org/index.htm , ma il vecchio sito d’ora in poi è da considerare abbandonato.
Il nuovo sito è fatto in Wordpress, un comodo script utile per costruire ottimi Blog e come piccolo CMS di poche pretese.
Il nuovo Carraronan.org è ora il Blog ufficiale del Duca Marcus von Sfinter IV e conterrà notizie, articoli, riflessioni e altre cose che mi passeranno per la testa, più o meno serie o deliranti. Ad argomenti più limitati come Gurps, la Pornografia o la Letteratura verranno dedicati degli appositi blog distinti da questo. Troverete la lista dei blog nel menù laterale.
Assieme al cambio di stile del sito è anche cambiata la politica per gli scambi links. Ci sarà di nuovo una pagina dedicata ai links e ci saranno links nel Footer dell’index (e forse anche nella sidebar per i siti più meritevoli), ma in modo molto più selettivo.