|
14 FEBBRAIO
"Ciao Tipa, sai che cosa succede il 14 febbraio?"
"Certo, è S. Valentino"
... che squallore ...
Questo è ciò che l'uomo della strada vi risponderà se chiederete
che giorno è il 14 Febbraio. Bhe, effettivmanete un uomo di norma non
lo sa perché non gliene può fregare di meno di queste festicciole, ma
una ragazza lo sa sempre. 14 febbraio: S. Valentino.
Avete guardato un calendario? Su, provateci.
14 Febbraio: ss. Cirillo e Metodio.
Due santi ben più importanti e a cui è stata dedicata quella
giornata. Due santi dimenticati a favore di un santo più frivolo e
molto meno rilevante. Due uomini con palle grosse come rocce, due
coraggiosi bastardi che hanno saputo fare grandi cose. Se in Russia
ricordano che il 14 è la loro festa, è già tanto. E con chi li abbiamo
oscurati? Con S. Valentino... puà!
Lasciate che vi racconti le loro storie e decidete chi merita
maggiormente di essere ricordato.
ss. Cirillo e Metodio
I
due fratelli Michele e Costantino, che assunsero come monaci il nuovo
nome rispettivamente di Metodio e Cirillo, svolsero la loro opera
missionaria nel IX secolo nell'Europa centrale, e sono ricordati a
ragione come gli « apostoli degli Slavi ».
È loro grande merito di essersi adattati ai popoli da evangelizzare
con metodi missionari che, pur avendo ottenuto la piena approvazione
del papa, suscitarono tra greci e latini opposizioni, alle quali
soltanto la tenace ostinazione di Metodio poté tener testa.
L'aver creato un nuovo alfabeto, che in seguito prese il nome di
cirillico appunto da S. Cirillo, offrendo al mondo slavo con la
traduzione della Bibbia, del Messale e del rituale liturgico, unità
linguistica e culturale, è un merito che nessuno contesta loro.
Questo grosso regalo che i due fratelli fecero alle popolazioni slave
(la stessa lingua russa è scritta con le lettere «inventate » da
Cirillo) è stato ricambiato con intramontabile amore e devozione
popolari.
Ma in vita i due santi missionari non ebbero affatto «vita facile», ma
dovettero anzi lottare contro i malumori che si coalizzano attorno ai
grandi innovatori.
I due fratelli erano nati a Tessalonica da un impiegato imperiale e
conoscevano lo slavo parlato in Macedonia.
Costantino, il più giovane dei due, nato verso l'827, completò i suoi
studi a Costantinopoli sotto Fozio, venne ordinato sacerdote e iniziò
la carriera di insegnante.
Michele intraprese invece la carriera politica, ma quando venne
nominato governatore di una provincia bizantina di lingua slava
rinunciò all'ambito incarico per farsi monaco col nome di Metodio.
Nell'860 i due fratelli ebbero l'incarico dall'imperatore di
evangelizzare i Kazari; tre anni dopo, richiesti dal principe Ratislao,
raggiunsero la Moravia.
Qui essi elaborarono l'alfabeto «cirillico» e realizzarono la prima
versione in lingua slava della Bibbia e della liturgia. Accusati di
scisma e di eresia, Cirillo e Metodio dovettero recarsi a Roma, dove
però vennero accolti con molta soddisfazione da Adriano II, che
consentì loro di celebrare i santi misteri in lingua slava dinanzi a
lui stesso e ad una folta comunità cristiana.
A Roma Costantino-Cirillo morì il 14 febbraio 869 e venne sepolto
nella basilica di S. Clemente, presso il Colosseo, il martire di cui
aveva portato egli stesso a Roma da Chersonea le reliquie.
Metodio, ordinato sacerdote dal papa e nominato arcivescovo della
Pannonia con sede a Sirmio, ritornò tra i suoi slavi. Quasi fino alla
sua morte, avvenuta il 6 aprile 885, dovette lottare con alterne
vicende per far accettare l'uso dello slavo, che venne usato nel suo
rito funebre insieme al greco e al latino.
Due Grandi personaggi, due Santi/Avventurieri coi
coglioni quadrati. Respect.
Ecco invece la storia di Valentino,
rispettabilissima, ma se me lo permettete (ed è anche il parere della
Chiesa) molto meno rilevante.
S. Valentino
Correva l’anno 175 d.C. quando nacque a Terni San
Valentino, patrono della città.
Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana che si era
formata nella città a cento chilometri da Roma, dove infuriava la
persecuzione nei confronti dei seguaci di Gesù. La eco degli eclatanti
miracoli compiuti dal Santo, come ad esempio la guarigione del giovane
Cheromone figlio del celebre retore Cratone, arrivò fino a Roma e si
diffuse presto in tutto l’Impero, tanto che il Papa San Feliciano, nel
197 d.C., lo consacrò primo vescovo della città di Terni, che ancora
oggi ne conserva le spoglie mortali.
Il suo nome è da sempre legato all’amore per un episodio che a quel
tempo sollevò particolare clamore: narra la leggenda, infatti, che
Valentino fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario
pagano ed una giovane cristiana. Furono in seguito in molti a
desiderare la sua benedizione, ancor oggi ricordata durante la festa
della promessa nella Basilica che porta il nome del Vescovo.
Durante il periodo della sua vita pastorale il Santo fu amatissimo
dalle popolazioni umbre: quando l’imperatore Aureliano ordinò
persecuzioni contro il clero cristiano, San Valentino fu imprigionato
e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare i
tumulti e le rappresaglie dei fedeli, e quindi fu martirizzato.
Il corpo del Vescovo di Terni venne sepolto frettolosamente in un
cimitero all’aperto posto al secondo miglio della via Flaminia, a poca
distanza da Roma. Poche notti dopo, però, i suoi fedeli discepoli,
Efebo, Apollonio e Procolo, tornarono nel cimitero per disseppellire
il corpo del Santo.
Era il 14 febbraio del 273 d.C. quando cadde martire: una data che dal
quel momento viene ricordata in tutto il mondo per celebrare San
Valentino.
 |